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Alicante :: Cambiamenti fra le righe.

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ALICANTE :: 22/10/2008 :: Il mercato dei bestseller altro non è che una fotografia di un interesse dei più relativamente ad una realtà concomitante o pregressa, da approfondire nel presente, con la possibilità d’intraprendere un viaggio nel passato, e dissuggellare l’incombente difficoltà del futuro. I libri, d’altronde, come fa palese l’abilissimo Corrado Augias nella sua opera “Leggere”, hanno capacità di aiutarci a conoscere noi stessi e il mondo che ci circonda, a crescere, a diventare più liberi e, perché no, più allegri.

Non sono soltanto parole che rimangono chiuse tra due copertine, che riempiono pagine senza avere un’efficacia postuma alla lettura. La magia di un libro può andare oltre, può travolgere qualsiasi momento di qualsiasi persona, proprio quando quest’ultima nemmeno se l’aspetti. Questa idea, fortunatamente, trova appoggio nello spirito della fiera del libro di Lamezia Terme, che si terrà dal 28 ottobre al primo novembre, indetta dall’associazione Sinergie culturali, che mira, appunto, “ad un futuro migliore per la Calabria” che “si potrà avere solo attraverso una promozione culturale a vasto raggio ed incisiva sul territorio”, questa la dichiarazione del Presidente dell’associazione. Un evento da elogiare, che porta con se il nobile ed eterno fine di migliorare il territorio calabrese con l’azione della cultura. Ambizioso, ma non utopistico!La promozione di questo evento mi ha dato modo di pensare a tante cose, ovvero a cosa è adesso la Calabria e a cosa potrebbe essere. Un’analisi in proposito, forse, potrebbe essere più disincantata ed obiettiva, se fatta osservando come il sud Italia, quindi la Calabria, sia visto dalle nazioni limitrofe. Mi attengo alla Spagna, i miei colleghi che stanno altrove sapranno sicuramente ampliare l’indagine. Spesso si sente la solita solfa che equipara il sud alla mafia, e questo, ovviamente, non è niente di buono per un territorio che offre, già soltanto dal punto di visto paesaggistico, panorami speciali ed esclusivi, meritevoli di una maggiore attenzione e del turista e, soprattutto, di coloro che vivono quei luoghi. La fiera del libro è un’occasione anche per distaccarsi da questi luoghi comuni, specialmente a livello nazionale, ma anche, perché no, a livello internazionale. Iniziare un percorso formativo per una terra che necessita di un tale sviluppo culturale, non può che partire proprio dalla cultura, dagli strumenti che aiutano a partorire e plasmare una conoscenza che, a sua volta, modifica o inventa una nuova idea di Calabria. Un passo dopo l’altro ed il fine, col tempo, può riuscire a raggiungere la sua meta. La pubblicità, del tutto immeritevole, che il sud Italia ha negli altri posti del mondo, deve essere rimodellata per avvicinarsi il più possibile alla realtà che si vive. L’Europa, non dimentichiamolo, è in continuo sviluppo, sono sempre di più gli interventi delle istituzioni europee che si attivano e lavorano per la cd. armonizzazione degli stati membri. Gli impulsi, per poter garantire ciò, non possono che provenire da casa, ovvero da quelle culture che rendono così diversa, ed allo stesso tempo uniforme, l’idea di comunità europea. Non penso di navigare nei cieli dell’assurdo se dico tutto ciò, semplicemente perché non si può credere in uno sviluppo politico sociale e culturale, senza sentire la propria appartenenza a quello. Sono convinto che la Calabria è totalmente immersa, come del resto l’Italia tutta, in questo viaggio di rinnovazione e cambiamento epocale, e credo anche che non balbetta equivoche tendenze che mirano ad allontanarsi da un tale obiettivo. Leggo che quello dell’associazione Sinergie culturali è ritenuto, ancora prima di partire, il più importante avvenimento libraio calabrese; la giustificazione a questa affermazione risiede esattamente nell’affamato scopo che si prefigge questa fiera, che nel suo piccolo ingloba il grande e non il contrario. Se immaginassimo che tutti i grandi cambiamenti, tutti i grandi rovesciamenti possano rivelarsi senza un pizzico di coraggio e sacrificio, saremmo totalmente lontani dalla concretezza e dall’oggettività che popola le nostre giornate. Io ci credo! Penso davvero che dal 28 ottobre al primo novembre, in quel di Lamezia Terme, ci sia l’opportunità di approfittare per costruire, sulla falsariga di una mera lettura d’un libro, il futuro della nostra regione, così da avvalorare le iniziative culturali che, volenti o nolenti (io penso!), spronano ognuno di noi a rimpiangere quell’idea di Calabria che, forse, non abbiamo mai potuto avere, perché non ci è stata concessa o forse, perché mai l’abbiamo chiesta. Un libro può fare anche questo…figuriamoci una fiera! 

Alla prossima! 

Maurizio Malomo

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