Il portale dell'informazione

Angolo Tecnico :: A spasso sulla S.S.18: racconto di un automobilista.

287

di Giuseppe Maradei

ANGOLO TECNICO :: 07/02/2010 :: Come spesso mi accade e come quotidianamente accade a tanti cittadini di questa regione ho percorso la strada statale S.S. 18 fra Paola e il mio paese, Santa Maria del Cedro, di ritorno da Cosenza. Era un freddo pomeriggio di fine gennaio, tanta neve era caduta sui monti e tanta pioggia sulla costa.

Avevo la radio accesa e fra una canzone e una battuta degli speakers sono stati diramati gli avvisi sul traffico. Questa concomitanza ha reso lampante ai miei occhi quante macchine e quanti tir, non piccoli camion ma veri e propri tir, solcavano questa strada piena di buche, tante aperte e tante rattoppate alla meno peggio e così mi sono messo pensare e tante domande mi sono venute alla mente, sperando di riuscire a trovare per loro una risposta il più possibile razionale.

Mi sono chiesto perché da oltre un anno la nostra “cara” e importantissima statale è ridotta in queste condizioni, tipiche di una nazione in guerra, perché tanti tir la attraversano e perché questa arteria non sia stata ancora adeguata alle nuove esigenze della collettività, visto che è così tanto trafficata.

Per percorrere i 50 km che separano Paola da Santa Maria del Cedro ho impiegato oltre un’ora e quindi ho avuto il tempo di riorganizzare le idee e “farmi una ragione” che ora vorrei condividere con voi lettori.

Le strade sono da decenni costruite seguendo regole progettuali e realizzative ormai consolidate nella letteratura e nella pratica tecnica. Ma allora perché la strada è così mal ridotta? L’unica risposta plausibile è individuabile nella mancanza di manutenzione. Come ogni opera, anche le strade sono soggette ai fenomeni di usura e per ripristinare al meglio la funzionalità, secondo precisi standard di sicurezza definiti dalla legge, è necessario provvedere a una serie di operazioni di rinnovamento del manto stradale e a far defluire al meglio le acque piovane che copiose e violente si abbattono su di essa. La manutenzione, però, non può essere un evento eccezionale, un miracolo voluto da San Francesco di Paola, ma un fatto tipicamente umano che necessita di programmazione tecnica ed economica, oltre che di esecuzione a regola d’arte.

Mi sono ricordato, allora, che l’ultima volta che ho visto mezzi adeguati per ripristinare il manto stradale (e non i poveri operai dell’ANAS che rischiano la vita per tappare le buche) è stato qualche giorno prima che da qui passasse per l’ultima volta il Giro d’Italia. Ho capito, allora, che “chi decide” riassume le necessità tecniche ed economiche in quelle sportive, motivo per cui per sperare di vedere una strada con un manto decente e più o meno sicura, dovrò sperare che da qui passi di nuovo il Giro d’Italia.

Per quanto, poi, riguarda il passaggio dei tir, mi sono stupito del fatto che “best
ie” lunghe 10 metri e alte 4.5 possano liberamente transitare nei centri abitati aggravando il carico sulla strada. Poi ho pensato che in effetti le nevicate sui monti hanno potuto provocare il blocco del transito sull’autostrada; problema che, sia chiaro, non sarà risolto dal tanto invocato completamento dei lavori perché la neve e il ghiaccio saranno pericolosi e non consentiranno il transito anche quando, chissà quando, la martoriata A3 sarà larga e capiente.

In ultimo il problema, forse, più spinoso, direi il problema dei problemi: perché la strada non è stata adeguata alle nuove esigenze? Quando è stata progettata e realizzata (negli anni ’60 del secolo scorso, ovvero circa 50 anni fa) lo stato di fatto era completamente diverso, non si pensava che grossi agglomerati urbani sarebbero sorti in adiacenza, gli standard di sicurezza erano completamente diversi e, soprattutto, non si poteva prevedere l’enorme sviluppo di traffico che negli ultimi 10 anni c’è stato. E allora, dopo 50 anni, non sarebbe il caso di costruire un’alternativa? Non è forse giunto il momento di costruire un’altra strada, che per esempio passi in galleria nella fascia pedemontana? Sin da quando ero piccolo sentivo parlare di “strada della NATO” e poi ancora di “variante alla variante”, di una nuova strada, cioè, che avrebbe alleviato i problemi estivi della Riviera dei Cedri. Poi ci dissero che per pochi giorni all’anno non si potevano spendere così tanti soldi. Ma ora? Ora che sono migliaia le automobili che giornalmente, anche d’inverno, percorrono questa strada, ora che sono centinaia i tir che per almeno tre mesi all’anno (quelli invernali) sono costretti per molti giorni a percorrere questa arteria per noi fondamentale e insufficiente anche per il traffico ordinario, cosa ci verrà detto?

Qui non è in gioco solo una strada e la sicurezza degli automobilisti che la solcano; qui è in gioco il nostro futuro, lo sviluppo di questo territorio. Cosa fanno i nostri rappresentanti per portare alle orecchie dei nostri governanti, nazionali e regionali, questa esigenza fondamentale? A quanto pare poco e male o, volendo essere buoni, nulla. Siamo a pochi giorni dalle elezioni regionali, le elezioni che stabiliranno chi nei prossimi 5 anni deciderà come si dovranno spendere i tanti soldi che arrivano dallo Stato e dall’Unione Europea. Non ho ancora sentito nessuno che abbia affrontato questo argomento in maniera credibile. Ma è possibile che non si capisca che buone infrastrutture sono la base di un buon sviluppo, soprattutto quando è necessario portare agevolmente e in sicurezza migliaia di turisti? O forse si capisce così bene che si agisce in questo modo proprio per limitare il nostro sviluppo, la nostra crescita, per frenare la nostra emancipazione culturale ed economica, che passa anche da una buona strada? Forse è conveniente e funzionale a chissà quale scopo che veniamo trattati come servi della gleba (leggi numeri con diritto di voto), ignorando ogni buona iniziativa di investimento, che abbia ricadute virtuose ma, viceversa, veicolando ingenti risorse in improduttiva spesa assistenziale – clientelare?

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: