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Belvedere Marittimo (Cs) :: Giuste sollecitazioni a tutela del patrimonio del centro storico.

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BELVEDERE :: 08/05/2007 :: E’ il Presidente del Cenacolo Culturale Francescano Olga De Luca a intervenire ancora una volta sulla  situazione di degrado un cui versa il Castello angioino – aragonese, con l’amara constatazione che “è strano sentir parlare chi in altri momenti non ha alzato un dito, ha minacciato, ha dimenticato oppure  non ha trovato la forza di denunciare. Questa sottolineatura – prosegue la nota pubblicata sul sito laltrasinistra – per quanto dolorosa, non vuole essere una polemica alle giuste e necessarie sollecitazioni che da privati e associazioni si stanno sollevando per tutelare questo patrimonio.

Quando nell’estate del 2005, noi del Cenacolo Culturale Francescano, per la prima volta, abbiamo chiesto agli attuali Amministratori locali un dibattito pubblico sulle sorti del Castello, siamo stati costretti a subire da alcuni cittadini, fischi su alcune nostre proposte e fragorosi e volgari applausi su alcune espressioni  del primo cittadino del Comune. Un dibattito al quale partecipò anche l’Assessore Provinciale Rachele Grosso Ciponte che aveva lanciato l’idea di una tavola rotonda da tenersi a settembre, mai raccolta dai nostri Amministratori”. Richiamando inoltre l’attenzione sulla  necessità di  un progetto globale del territorio, a tutela di un patrimonio artistico che si estende oltre, il documento prosegue : “da una parte è bene continuare questa battaglia sul Castello, ma  la via che si sta percorrendo è lunga e tortuosa e le azioni concrete che l’Amministrazione ha inteso intraprendere risultano veramente vacue rispetto alla problematica; dall’altra, è necessario denunciare diverse situazioni di degrado”. Quella  del Convento di San Daniele che sta andando in rovina, o ancora la grave problematica che riguarda il mare ed il suo inquinamento, nonché lo smembramento  e la scomparsa di intere colline a favore di un’urbanizzazione soffocante : l’elenco prosegue.  “Vogliamo renderci conto – conclude la nota – che il nostro silenzio, il nostro vivere in letargo, il nostro pensare addormentato, il nostro pensiero stagnante autorizza chi ha competenze e responsabilità a non intervenire. È necessario svegliarsi e anche in fretta se non vogliamo perdere quel poco che resta di Belvedere”.

Adriana Sabato

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