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Belvedere Marittimo (Cs) :: La drammatica realt?† del centro storico

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BELVEDERE :: 05/05/2007 ::  “Era solo ieri e sembrava una splendida e straordinaria conquista, forse solo una  illusione possibile nell’immaginario collettivo, o forse solo una speranza da coltivare. Oggi, di certo, é una drammatica realtà, vanificata dal comportamento irresponsabile di certi signorotti e dal disinteresse degli organi preposti alla tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico della nostra città”. Questo l’esordio di una missiva a firma Associazione “Centro Storico” di Belvedere Marittimo inviata sul sito Laltrasinistra, con cui ancora una volta viene denunciata la situazione di degrado un cui versa il Castello angioino – aragonese. “Quanto abbiamo visto nei giorni addietro – prosegue il documento – a ridosso delle festività del 25 Aprile e del  1° Maggio, sbirciando attraverso il cancello d’ingresso che immette nella corte del castello, è veramente incredibile.

Si consiglia di andare sul posto a verificare oppure, navigando in internet, entrate nel sito de “ LALTRASINISTRA “ e cliccate  su “ IL BLOG “ : le indecorose e vergognose foto che appariranno, scattate e pubblicate dall’Associazione Centro Storico, confermeranno, inconfuta-bilmente, la legittimità della denuncia. Un numero considerevole di lavabi, bidet  e water presumibilmente riconducibili alla  antistante struttura sanitaria, sono stati  depositati in bella mostra nel cortile, incuranti, gli artefici, del degrado che avrebbero arrecato all’ antico maniero, sempre più vituperato, ridotto addirittura a pattumiera ed  a discarica. Un’ onta che lede fortemente la dignità dei belvederesi e distrugge quanto di positivo ( per la verità poco) era stato fatto di recente da parte dell’ Amministrazione comunale, unitamente ai proprietari. Era infatti il 3 Agosto 2005 allorquando si  inaugurava la riapertura della corte del castello. Grande era lo stato emozionale di gioia, per un evento da ricordare, culminata in una esclamazione liberatoria, echeggiante lungo le vie silenti del borgo medievale:  “ Finalmente “ ! Se pur timidamente, dopo tanti lustri il nostro maestoso e glorioso Castello si apprestava a risplendere a nuova e non più tormentata vita.  Non più baluardo inespugnabile, conteso da Casati bellicosi di medievale memoria ma, luogo di cultura e di aggregazione sociale, in quel momento, ” Emblema ritrovato “ di noi belvederesi. Quella sera, nella  incredulità dei presenti, lo osservammo con orgoglio ritrovato, ci apparve con la sua imponenza, quasi sorridesse, ripulito e illuminato a festa;  liberato dalla incuria dell’ uomo e dall’ oblio del tempo che da secoli lo attanagliavano al punto da soffocarlo irreparabilmente. Grave, imperdonabile, vergognoso, si disse, sarebbe stato per tutti noi abbandonarlo al proprio, tragico, destino. Si disse, anche e giustamente negli interventi che seguirono, che non era tutto risolto, che non bastava quell’ impalpabile ritocco estetico ma, necessitava innanzitutto elaborare un serio e più complesso progetto inerente al consolidamento strutturale, alla acquisizione del bene al patrimonio culturale pubblico, alla completa valorizzazione  e fruizione di esso, attraverso la individuazione di sinergie complementari ed il diretto coinvolgimento di più soggetti in un azionariato di tipo misto a medio-lungo termine in grado, poi, di generare uno sviluppo economico – culturale, di qualità, per la nostra città e per l’ intera rete del nostro straordinario territorio regionale. Purtroppo, però, alle parole, ai proclami estivi e strumentali, alla fugace gioia assaporata in quella straordinaria notte d ’estate, si contrappone la sconcertante realtà odierna, testè evidenziata, per la qual cosa si leva forte un grido straziante di dolore e di rabbia : “ Vergogna “.  In così breve tempo e con impareggiabile bravura si è passati, come suol dirsi, dalle stelle alle stalle o , nel caso di specie, ai “ CESSI “. Egregi signori e signorotti, avete toccato il fondo – incalza ancora il testo –  è ora di finirla con la demagogia, le chiacchiere di corridoio, con i  “ se “  e con i  “ ma “, abbiate la dignità di assumervi le vostre responsabilità, una volta per tutte, “ partecipando “ alla ignara e sempre più estranea comunità le vostre reali intenzioni per la risoluzione di questo annoso problema. Belvedere ed i belvederesi meritano doveroso rispetto e la loro dignità, sancita dalla Costituzione Italiana, non può essere oggetto di violenze da parte di nessuno”. 

Adriana Sabato

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