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Belvedere Marittimo :: Dissesto finanziario: interviene il vicesindaco Francesca Impieri.

BELVEDERE MARITTIMO :: 01/11/2019 :: “Un atto dovuto, di responsabilità, di giustizia sociale, indifferibile e legale, dover approvare la Delibera di dissesto finanziario del Comune di Belvedere Marittimo”.

“Una Delibera sofferta, con precise conseguenze, che sono quelle elencate nel Testo unico degli Enti Locali, alla quale si è pervenuti a seguito di una dettagliata relazione del Revisione dei Conti e del responsabile della Ragioneria, che hanno analizzato anche le cause che hanno provocato il dissesto. Un atto dovuto dal lato squisitamente tecnico, ma un atto dovuto anche dal punto di vista pratico, perché non si sarebbero reperiti i fondi per le esigenze primarie, quali gli stipendi dei dipendenti, che non sarebbero stati pagati (e questo sì che sarebbe stato un doloroso regalo di Natale), così come non si sarebbe potuta pagare la rata per la Raccolta dei Rifiuti (e allora sì che i cittadini avrebbero versato lacrime e sangue)”.

“La politica è cambiata, oggi più che mai la cosa pubblica ha bisogno di manager capaci e coraggiosi e non più di giocatori d’azzardo e scansafatiche. Ebbene, non approvare la delibera di Dissesto sarebbe stato un solo “azzardo” e forse anche comodo per una prossima campagna elettorale alla Regione. E invece proprio da una grande vittoria del centrodestra alla Regione, che noi auspichiamo e della qual cosa siamo certi, che verranno i fondi necessari per attraversare i prossimi 2/3 anni di crisi. Molti si riempiono la bocca con altra soluzione che potrebbe essere stata quella del pre-dissesto, mentre casi lampanti ci dicono che i Comuni che ci hanno provato sono stati poi obbligati dalla Corte dei Conti al Dissesto (da ultimo Cosenza e Castrovillari). Infatti, queste persone non sanno o non vogliono sapere che l’Ente dovrebbe spalmare i debiti in 5/10 anni e pagarli (ma scusate, come potrebbero essere pagati tali debiti straordinari se non si riesce nell’ordinario?? E poi, i creditori che pignorano le somme presso il tesoriere –bloccando tutti i soldi – chi li fermerebbe??) e comunque, così come per il Dissesto, aumenterebbero ugualmente Tributi e Tasse. E allora, siamo seri!”.

“Ma davvero qualcuno pensa che non sarebbe stato più comodo (politicamente) continuare a “tirare avanti” o “rinviare l’approvazione della Delibera” in attesa di chimere ?? Questa Giunta, oltre ad aver analizzato i conti della ragioneria e del revisore, si è avvalsa della consulenza di un professore universitario, un luminare in materia di Conti Pubblici, che non ha espresso alcun dubbio invitando a deliberare il Dissesto, pena la responsabilità contabile dei politici e ulteriori danni per i cittadini. Quindi, ricapitolando, tra Dissesto e Pre-dissesto, per i cittadini non cambierebbe nulla, in quanto in entrambi i casi le tasse verrebbero ugualmente aumentate (anche se a Belvedere sono già quasi tutte al massimo)”.

“Ovviamente oltre agli effetti negativi, vi sono anche effetti positivi dei quali può giovarsi un Ente dissestato: 1) Sono sospesi i termini per la deliberazione del bilancio; 2)Sono sospesi tutti i pignoramenti in corso e non possono essere intraprese o proseguite nuove azioni esecutive nei confronti dell’ente; 3)Le procedure esecutive pendenti sono dichiarate estinte d’ufficio dal giudice con inserimento nella massa passiva. Inoltre dal 2020 si potrà ripartire da zero. Dopo la delibera di dissesto, sui web si è scatenata una caccia al responsabile politico, con una serie di imprecisioni e falsità”.

“Ovvia l’ignoranza contabile di chi dà numeri senza senso, di chi non capisce la differenza tra fondi del comune e quelli di altra provenienza. Di chi non capisce o non vuole capire gli sforzi immani dell’Ente nel ripristino di grossi eventi di attrazione turistica, della rivitalizzazione del centro storico, della festa Patronale, di San Valentino, ecc. Solo per chi vuole parlare di numeri, gli assessorati diretti dal Vice Sindaco Francesca Impieri nel precedente quinquennio (Turismo, Spettacolo, Sport, Cultura e Pubblica Istruzione) hanno avuto un’uscita di circa 315.000 euro, di cui solo un terzo di fondi comunali, mentre gli altri sono fondi regionali, nonché di comitati di liberi cittadini!”.

“La Corte dei Conti indagherà e lo farebbe comunque dopo il Bilancio consuntivo in rosso e, solo in ipotesi di dolo o colpa grave nella gestione, anche di quella più antica, scatteranno le sanzioni per gli amministratori colpevoli. Ma la scrivente se dovesse essere chiamata, andrà dinanzi ai Giudici contabili a testa alta, non avendo nulla da nascondere”.