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Dalla Trincea :: Don Luberto un prete che si è fatto da solo.

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di Francesco Cirillo

DALLA TRINCEA :: 07/11/2009 :: La radio , quella maledetta radio che prima o poi distruggerò, l’ha data in anteprima la notizia della condanna a Don Luberto. Ho pensato ma chi vuoi che si ricordi di questo Don Luberto che sembra la parodia di Lupo Alberto . Sette anni di carcere ha preso questo prete, per aver distratto fondi si dice, e cioè rubato sulla pelle della povera gente che gestiva in quel lager che era il Papa Giovanni XXIII a Serra d’Aiello.

Insomma questo prete se la cavicchiava, direbbe Totò. Una bella casa, con vasca Iacuzzi, bei vasi, bei tappeti, quadri d’autore appesi ai muri, fuori una bella auto ed una vita fatta di pranzi e viaggi all’estero. Ironia della sorte , mi è stato detto,  che su internet un banner pubblicitario è capitato proprio all’interno della notizia della sua condanna. Una pubblicità per un pellegrinaggio ad Israele che diceva “Visitate Israele non sarete più quelli di prima… … pellegrinaggio in Terra Santa, scoprite le radici della vostra fede cristiana”. Chissà quante volte ci sarà stato Don Luberto in terra santa a scoprire la sua radice di fede cristiana. E chissà quanta gente sapeva dei suoi vizietti lì a Serra d’Aiello. E’ la solita giustizia alla calabrese ed all’italiana. Il Papa Giovanni XXIII era un lager. La gente, i poveri vecchi, malati di mente e bisognosi di cure, vivevano nella miseria più completa, sporchi, spesso malmenati, affamati e derubati delle loro pensioni. Possibile che nessuno sapesse, all’interno della gerarchia ecclesiastica cosentina ? Possibile che questo Don Luberto non avesse mai avuto controlli da parte dei suoi superiori ? Possibile che per decenni questo prete abbia potuto fare quello che ha voluto fare, fino alla scoperta da parte di un magistrato solo un paio di anni fa?  Lo so , sono le solite vecchie domande di un vecchio comunista, ridotto a rinchiudersi in una trincea per non avere contatti con questo mondo.

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