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Laino Borgo (Cs) :: Mercure: forti accuse a Mario Oliverio.

LAINO BORGO :: 24/02/2008 :: In relazione ad alcuni articoli apparsi nei giorni scorsi sulla stampa e riguardanti la Centrale del Mercure, il Presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, ha annunciato di aver dato mandato ai propri legali di sporgere, in sede penale, immediata denuncia nei confronti di quanti si sono resi protagonisti di affermazioni calunniose e diffamatorie nei suoi confronti nel corso di una recente manifestazione promossa da alcune associazioni ambientaliste presso la Casa delle Culture della città di Cosenza.

Lo stesso Presidente Oliverio ha reso noto di aver incaricato i propri legali di promuovere anche un’azione risarcitoria in sede civile nei confronti delle suddette associazioni. ItaliaNostra onlus, Gruppo Interregionale del Pollino non può non intervenire a riguardo della minaccia ambientale che, come gli studi di Rabitti e di Casson, con le molteplici interrogazioni e gli interventi a livello nazionale ed europeo pervenuti da più autorevoli parti, hanno ben evidenziato, si cela dietro la “mega” Centrale a biomasse del Mercure nel Comune di Laino Borgo ai confini con la Basilicata ed in pieno Parco nazionale del Pollino. “Senza voler intervenire in merito alle questioni politiche che inevitabilmente si stanno sollevando, complice in verità anche l’attuale clima politico-elettorale, sulla questione della minaccia del Mercure – Inpg chiede ad Enel – perché fare energia dalle biomasse di un Parco naturale, il Pollino, già devastato dagli incendi del 2007, dove anche la più piccola spina o ramo secco rimasto può costituire la casa di una specie rara animale o vegetale protetta. Perché per portare elettricità nelle città, disordinate, sprecone ed egoiste, si scelga di impattare acqua ed aria di una valle, quella del Mercure,  devota all’agricoltura di nicchia ed al turismo di qualità. Perché per gli impianti di raffreddamento e per le acque industriali di scarico di una “mega” Centrale ci si rivolga a torrenti immissari del fiume Mercure-Lao, fiume sede di un sito di importanza comunitario, oltre che luogo di sopravvivenza per Lontre, salamandrine dagli occhiali e altre specie acquatiche rare protette per Legge da Italia e Europa. Perché – proseguono gli ambientalisti – Enel continui a sbandierare i mille pareri positivi ricevuti in passato da diversi enti che lasciano perplessi tutti i cittadini calabresi e lucani, come se davvero queste “carte a posto” possano tranquillizzare la gente oramai disincantata del Mercure-Nord Calabria e quando, invece, le stime delle biomasse necessarie per la centrale e di quelle realmente presenti sul Pollino, Calabria e Basilicata insinuano il dubbio che in futuro ci si rivolga al Mercure, per emergenza, alla risorsa più abbondante e a basso costo nel Meridione, la profumatissima mondezza che ad esempio dalla Campania infelix già bussa alle porte di Basilicata e Calabria. Perché Enel, da azienda seria e consapevole dei propri errori, non ha ancora chiesto scusa per i materiali inquinanti rinvenuti nel 2005 nel suolo intorno alla Centrale del Mercure, evento – conclude ItaliaNostra – che ha portato al sequestro dell’area da parte della Procura di Castrovillari. Non fu certo un bel biglietto da visita di Enel per la gente della Valle del Mercure-Lao. Probabilmente, cari Signori, risponderete con altre “carte a posto”, riportando firme debitamente apposte, o forse non risponderete mai, eppure sappiate che alla gente esausta dei ricatti “o lavoro o ambiente”del Mercure-Nord Calabria adesso interessa molto di più la propria salute piuttosto che un certificato di non pericolosità dei vostri mega impianti”. Nel 2005 la Centrale avrebbe dovuto riprendere la sua attività attraverso l’utilizzo delle biomasse ma a tale notizia sono riprese le proteste dei cittadini. All’epoca avevano dato l’assenso i Comuni di Laino Borgo, Laino Castello, Mormanno, l’Ente Parco del Pollino, la Soprintendenza per i Beni Aaas della Calabria, l’Azienda Sanitaria locale di Castrovillari, l’Azienda Sanitaria Locale n.4, settori Fisico Ambientale e Chimico di Cosenza, l’Arpacal di Catanzaro, i Vigili del Fuoco di Cosenza, l’Ufficio Tecnico di Finanza di Cosenza, il Gestore Rete trasmissione nazionale di Roma, il Ministero delle Attività Produttive Energia e Risorse Minerarie di Roma, la Regione Calabria. Il Ministero dell’Ambiente riteneva allora che il progetto non necessitasse neanche della valutazione di impatto ambientale.

Emilia Manco