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Lamezia Terme (Cz) :: “URGE UN’EDUCAZIONE”

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LAMEZIA TERME :: 26/06/2007 :: Non a caso circa due anni fa circolava un documento sull’educazione “Se ci fosse un’educazione del popolo tutti starebbero meglio” che metteva a tema un’urgenza, quella di un popolo che sembra aver smarrito il senso del suo esistere seguendo mode, logiche affaristiche (che nulla hanno a che vedere con il fare e proporre affari, lecitamente approvato dal consesso civile delle nostre moderne democrazie) e beni voluttuari che inibiscono il processo creativo, rendendolo puro sfogo di istintività in qualsiasi campo si operi.

Una buona educazione introduce alla realtà con principi saldi, con una chiave di lettura positiva e concreta.Il popolo calabrese, prima ancora che essere annoverato fra i paesi produttori di mafia e di  corruzione, è stato segnato da un grande desiderio di riscatto dalla povertà endemica e continuamente sofferta per la cecità e il sopruso delle varie dominazioni succedutesi.Il fenomeno dell’emigrazione ha visto uomini di tutte le età sopportare il sacrificio del lavoro senza il conforto dei familiari in terre sconosciute pur di sostenere economicamente i propri cari e poter dare loro una stabilità presente e futura; ha visto donne solide e risolute portare avanti da sole i figli nell’istruzione e nel rispetto delle regole, generando altrettanti uomini e donne capaci di portare il proprio e altrui carico umano.Ora interessi o meno alla stampa, interessi o meno a chi, per puro opportunismo, vuole speculare solo sul malaffare o sulla violazione continua e perversa della privacy (il reciproco sospetto e il timore di parlare che leggevamo nei libri del samizdat o delle dittature sudamericane lo rileviamo ormai a pelle anche tra i comuni cittadini), in Calabria operano realtà faticosamente costruite sul rischio della propria libertà e del sacrificio del proprio tempo e dei propri soldi, che spesso i ritardi, le inefficienze burocratiche, lo sperpero di energie, il silenzio ottuso dell’economia, di parte della società civile, della politica regionale e nazionale non sostengono, precipitandole nel caos del “fai da te”.Dare voce a queste realtà, a questi soggetti vivi e attivi è da sempre l’obiettivo della Cdo; dare voce alle imprese che soffocano sotto il peso dei vincoli amministrativi e fiscali, sotto il peso di una difficoltà di commercializzazione perché distanti dai canali di flusso più importanti e perché oberati da costo di trasporti eccessivi; creare una rete di solidarietà per queste aziende, per questi giovani che in tanti sarebbero dovuti ripartire e hanno avuto l’opportunità di restare, questo è il lavoro reale, quotidiano e propositivo della Cdo. La vera, unica innovazione può ripartire dall’entusiamo, dalle capacità rischiate sul campo, dallo sguardo più intelligente e scientifico sui dati acquisiti, perché desideroso di guardare più in alto, di tendere ad un perfezionamento di quello che in natura sia a livello ambientale sia a livello strutturale già esiste. Le risorse umane non sono lo slogan di qualche intellettuale tout court, sono una reale possibilità di investimento e quindi occorre educarle ad uno scopo e renderle operativamente valide.Dobbiamo interloquire su questo con chi ha strumenti più collaudati, ma ha soprattutto rispetto dei soggetti positivi realmente all’opera che non possono essere annullati da un fumus persecutionis né esterno né interno.Il 4 luglio presso l’Eurolido di Falerna (CZ) si terrà la presentazione del libro “Eppur si muove…innovazione e piccola impresa” di Raffaello Vignali, Presidente Compagnia delle Opere sul tema dell’innovazione con la partecipazione di :Giovanni Latorre, Rettore dell’Università della Calabria, Santo Versace, Presidente Gianni Versace SPA, Enzo Di Fabrizio, Professore Ordinario facoltà Medicina e Chirurgia dell’Università Magna Grecia Catanzaro. Modera: Carmela Bonifati, Presidente Compagnia delle Opere Calabria.L’invito è aperto a quanti hanno a cuore l’indomabile vezzo di vivere e di “…cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio” come scriveva Italo Calvino ne “L’inferno dei viventi”. 

LAMEZIA, 26.6.2007 

COMPAGNIA DELLE OPERE CALABRIA 

IL PRESIDENTECARMELA BONIFATI

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