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Nocera Terinese :: Qui una volta c’era il lungomare di Nocera.

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di Giuseppe Maradei

NOCERA TERINESE :: 18/08/2016 :: “oh, Matteo, guarda un blocchetto di tufo”, “si, Lorenza, ti ricordi che qui c’era il teatrino dove per tanti anni Don Maurizio celebrava la messa”, “é vero, com’era bello ed elegante il lungomare, anche se il fascino del selvaggio é impareggiabile”, “peccato solo per questi cumuli di macerie, forse li hanno lasciati per ricordarci di quanto costa l’incuria di questi politici calabresi”. Questo potrebbe essere un dialogo fra una coppia di amici, tornando a Nocera ad Agosto 2017! Sí perché se non si farà qualcosa, uno dei più bei lungomari calabresi potrebbe scomparire definitivamente, inghiottito dai flutti che inesorabilmente si abbatteranno durante il prossimo inverno!

Eh già… le mareggiate! Queste sciagure della natura che un Dio cattivo manda sulla terra per ricordare a noi, piccoli uomini, di quanto siamo fragili e insignificanti e per quanto possiamo darci da fare “il mare si riprenderà sempre quello che ci ha dato, quando vuole lui”… o forse no…o forse più semplicemente ogni opera costruita dall’uomo necessita, semplicemente, di adeguata manutenzione? Ragionando e abbandonando l’atteggiamento fatalista che ci condanna ad una posizione di subalternità diciamo pure le cose come stanno: Circa 10 anni fa è stato costruito sul litorale di Nocera Terinese uno dei più bei lungomari calabresi, forse poco valorizzato, ma sicuramente dalle incredibili potenzialità. Un lungomare che aveva davanti un’ampia spiaggia frequentatissima dai bagnanti! Chioschi e lidi diffondevano i classici tormentoni estivi e stuoli di ragazzi e ragazze, giovani e anziani, bambini festanti rallegravano le estati dei residenti e dei turisti, grazie a questo splendore architettonico.

E poi??
E poi, come nel resto della Calabria, l’erosione dei litorali ha ridotto l’ampiezza delle spiagge e l’incuria della nostra classe dirigente ha fatto il resto.
Si poteva fare qualcosa?
Si, certo! Il fenomeno erosivo era evidente da molti anni nel tratto di litorale antistante “Villaggio del golfo” e un minimo di conoscenza dell’idrodinamica costiera calabrese avrebbe reso evidente il rischio che correva questo lungomare.
Cosa si poteva fare?
Porre in opera il classico ripascimento protetto: un pennello e qualche centinaia di migliaia di metri cubi di sabbia, magari prelevati un paio di km a sud, in comune di Falerna, dove esiste una spiaggia larga qualche centinaio di metri e che crea disagio a chi vuole recarsi a mare dalle case poste dietro la SS18.
Quanto sarebbe costato l’intervento?
A prezzi di prezziario regionale, meno di un milione di euro, molto di meno di quanto costerà il rifacimento del lungomare (ammesso che lo finanzieranno) .
Cosa si può fare ora per evitare che anche quel che rimane del lungomare non venga distrutto dalle onde?
Tutto e niente, nel senso che il tempo per costruire le opere ci sarebbe (basterebbero tre mesi di lavoro per mettere in sicurezza quel che é rimasto del lungomare ) ma le procedure ordinarie di progettazione, autorizzazione, valutazione d’impatto ambientale, appalto, ricorsi, etc. necessitano di almeno due anni. In questo tempo l’infrastruttura sarà già distrutta e i noceresi e i turisti non avranno più il loro bel lungomare ma solo macerie. L’unica possibilità é che qualcuno si prenda la responsabilità di iniziare una procedura d’urgenza, in modo da poter costruire almeno le opere minime affinché il prossimo inverno non avvenga l’irreparabile…
Chi sarà questo prode?
Per quel poco che ho visto in questi anni (e per quel tanto che mi é stato raccontato del passato) nessuno farà nulla, il lungomare sarà distrutto, ci saranno le solite manifestazioni di protesta, convegni, pubblici dibattiti, servizi giornalisti, qualcuno prometterà che in un anno tutto sarà ricostruito ma poi…passata l’emozione tutti ricorderanno che lí c’era un bel teatro dove Don Maurizio le sere d’estate celebrava messe molto suggestive.

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