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Orsomarso (Cs) :: Svendere il patrimonio naturale del paese.

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ORSOMARSO :: 19/08/2007 :: Il nostro paese da diversi anni è orientato sulla strada di un costante declino. L’avvento dell’attuale compagine amministrativa, nessuno escluso, pur con i diversi gradi di responsabilità tra maggioranza e minoranza, ha fatto segnare un ulteriore peggioramento della situazione ed un ulteriore scadimento dell’azione politico-amministrativa.

L’istituzione Comune è allo sfascio, il paese è in uno stato di abbandono, si registrano sempre più atteggiamenti e proposte preoccupanti. Ci riferiamo, in particolare, alle questioni legate al territorio e all’ambiente, settore che dovrebbe rappresentare il centro dell’azione amministrativa e politica. Dal pulpito amministrativo assistiamo invece a rinunce, abbandoni, interventi irrazionali e proposte nocive per lo sviluppo del territorio stesso. A titolo esemplificativo citiamo alcune questioni emblematiche dello stato amministrativo locale. La valle del fiume Argentino, unica nel suo genere, con tutte le caratteristiche citate dai maggiori esperti di economia naturalistica e di capitale naturale, con tutti i riferimenti legislativi che seguono la rotta della difesa del patrimonio naturalistico, con tutti gli strumenti di valorizzazione presenti attualmente nel mondo sotto forma scientifica, tecnologica, interattiva, persino con studi di marketing scaricabili anche in internet e quindi a portata di tutti, resta abbandonata senza alcuna progettazione per una sua utilizzazione, con tangibili segnali di degrado.  L’amministrazione comunale di Orsomarso sulla questione sembra essere un orco cieco,(del famoso romanzo di Tolkien), che  non  valuta nessun segnale alternativo al fine di attrarre maggiori opportunità di richiamo economico ed uno sviluppo del turismo ecologico.Come è stato denunciato in un recente scritto, nessun atto e nemmeno una parola di pronunciamento, a seguito della decisione del TAR Calabria, sulle questioni riguardanti l’acquisizione delle strutture realizzate su terreni di proprietà comunale dall’ex Azienda di Stato di Castrovillari in località Massete, Tavolara e Valle Italiana. L’assessore Papa, delegato al territorio, nella pubblica assemblea del 07/06/2007, alla presenza del vice sindaco Alfonso Papa e dell’assessore al commercio Angelo Nepita, dichiarava che l’amministrazione avrebbe agito a difesa del patrimonio comunale, ma si vede che il Sindaco, assente a quell’assemblea, (“meglio non esporsi e far litigare i fessi”), ha messo a tacere la cosa, forse poco gradita a qualche assessore regionale che può tornare utile con le elezioni al Consorzio di Bonifica di ottobre ‘07 alle quali, come si sa, Paravati è direttamente interessato. Altra significativa questione è quella che è stata definita un vero e proprio tentativo di svendita del patrimonio comunale. Ci riferiamo alla proposta portata in Consiglio Comunale che prevede l’assegnazione decennale alla società Bio Energy della gestione dei boschi di proprietà comunale e la concessione della proprietà del relativo materiale legnoso per poterlo liberamente commercializzare, per l’importo complessivo di 290.000 euro da versare al Comune in dieci anni con rate da 29.000 euro annui. Un vero e proprio atto di donazione del patrimonio comunale! Il lato oscuro in questa vicenda è rappresentato, soprattutto, dal fatto che la proposta presentata in Consiglio Comunale si basa sulla valutazione economica delle proprietà boschive del Comune fatta dalla stessa società, alla quale, dette proprietà, si concederebbero in modo diretto senza alcun bando di gara. Anche se in quest’ultimo caso, probabilmente, l’affare non è sgradito all’amico Assessore Regionale, non è consentito né svendere né concedere, a propria discrezione, il patrimonio comunale. La pubblica amministrazione ha regole e norme legislative che vanno sempre e comunque rispettate. Il silenzio su quanto succede all’interno della Valle dell’Argentino, in questi giorni di calura estiva, è la dimostrazione di un assenteismo voluto come strategia politica di rilassamento totale nei riguardi di tutti e di tutto. L’amministrazione comunale, dopo l’ennesima dimissione dell’addetto all’ufficio tecnico, è in balia del nulla, dove evince l’anarchia dei servizi e della gestione pubblica. Ad Orsomarso non si sa chi sia “Un Sindaco” e chi sono gli addetti ai servizi. Constatare che l’intera compagine amministrativa, minoranza compresa, di fronte a tale problematiche non si scompone più di tanto, salvo estemporanee uscite, darebbe riscontro alle voci che legano tale atteggiamento a passività apatiche che da un lato evidenziano una mancanza di capacità d’intervento e dall’altro fa pensare “che è meglio non disturbare il manovratore in attesa di possibili futuri matrimoni o comunque di far parte del pranzo nuziale”. Si spera in un risveglio del nostro paese, ma occorre che ognuno di noi faccia la sua parte, altrimenti non resterà molto da dire per quel poco che rimarrà di Orsomarso, perché il “signore degli anelli” ha deciso di svendere tutto. Adesso sta tentando di ripiegare con una proposta ambientalista, ma se sono fiori: fioriranno?

 

L’associazione “Amici della Montagna"

Il coordinatore  Franco Grimone

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