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Praia a Mare (Cs) :: Il partito Democratico contro la politica economica della giunta Lomonaco.

PRAIA A MARE :: 05/01/2008 :: Il gruppo del PD di praia a Mare protesta apertamente contro le scelte dell’amministrazione comunale in merito alle politiche economiche e ambientali legate al turismo. Al centro del dissenso circa l’operato della giunta Lomonaco vi è non solo l’aumento della tassa ICI per le seconde case al 6,5 per mille ma soprattutto il nuovo piano spiaggia approvato nel consiglio comunale del 29 dicembre scorso.

Un piano spiaggia che nelle intenzioni dell’amministrazione comunale doveva essere redatto seguendo gli obiettivi di turismo accessibile ed ecosostenibile e che invece, secondo quanto si legge dalla nota ufficiale, “i contenuti del piano spiaggia sono del tutto scopiazzati dalle norme tecniche della variante parziale al piano spiaggia del comune di Grottammare (provincia di Ascoli Piceno) che si affaccia sul mare Adriatico e che ha, quindi, un territorio le cui caratteristiche morfologiche sono completamente diverse dalle nostre, con particolare riferimento alla conformazione della spiaggia”. Le pecche principali del piano spiaggia sarebbero legate alla scelta di installare 60 piattaforme di cemento di 400 metri quadrati ciascuna per posizionarvi le strutture dei lidi balneari le quali a causa della loro altezza di oltre 4 metri ostacolerebbero la vista dell’intera striscia litoranea. Ancor più grave, secondo il gruppo del piddì, la scelta di individuare nel piano spiaggia specchi d’acqua destinati all’ ormeggio di barche tra cui uno di circa15.000 metri quadrati ricadente in prossimità dell’Isola di Dino e altri due tra la torre di Fiuzzi ed il confine con S. Nicola Arcella. “A tale proposito –  si legge nella nota – è bene evidenziare che il territorio di Praia a Mare è interessato dalla presenza di due siti di interesse comunitario: i fondali dell’Isola Di Dino-Capo Scalea la stessa Isola Dino, nei quali è stato individuato un habitat naturale prioritario costituito, tra l’altro, da praterie di posidonia. Inoltre tutto lo specchio d’acqua su cui insistono i SIC e le zone circostanti ricadono nel Parco Marino Regionale Riviera dei Cedri la cui proposta di legge istitutiva è stata approvata dalla Giunta Regionale con delibera n. 628 del 29.09.2007”. Una scelta che dunque  non solo non andrebbe a proteggere e salvaguardare l’ecosistema marino ma che avrebbe come tallone d’achille il mancato coinvolgimento di tutte le componenti economiche del paese “le quali certamente avrebbero potuto garantire un maggiore equilibrio nelle scelte e con esso la salvaguardia di un interesse più generale”. Da qui la proposta di “abbandonare la linea intrapresa e ridiscutere il piano spiaggia aprendo un confronto con tutti i soggetti interessati per pervenire a soluzioni, che tenendo conto delle esigenze degli operatori balneari, siano più rispettose della salvaguardia della spiaggia e del mare”.

Gaetano Bruno