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Presentazione della rublica Ley Taurina.

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ALICANTE – Spagna :: 03/10/2008 :: Quella della Ley Taurina è, appunto, la legge che vige nella corrida, una tradizione popolare e alquanto spettacolare che viene praticata in Spagna e famosa in tutto il mondo. Si sa come funziona: un toro ed un uomo (torero) che combattono, di fatto ad armi impari, in un'arena gremita di gente; ricorda un po' le riproduzioni e gli svariati mosaici che riproducono o raccontano la lotta dei gladiatori dell'antica Roma. Ovviamente è ben diverso, ma, a mio avviso, la corrida ha qualcosa di  antico, oltre che nella tradizione spagnola, anche nella cultura occidentale. La tauromachia che praticavano i greci, viene, in alcune zone della Spagna, praticata allo stesso modo degli abitanti dell'antica Ellade: esistono affreschi che fotografano uomini appesi alle corna del toro per poi compiere un salto sulla schiena del bovino. Così accade nella penisola iberica. Certo, la tradizione, il costume spagnolo, ha poi generato l'affronto dell'uomo contro la massiccia mole del toro, sfociando nella corrida, ma credo che un filoconduttore tra la Grecia antica e la Spagna, da questo punto di vista, non sia azzardato. Bene! Non sto qui per intentare derivazioni di feste popolari o quant'altro, ma voglio approfittare del mio anno che trascorrerò in Spagna per poter, in maniera del tutto metaforica, mutuare le regole della Ley Taurina ed applicarle agli spettacoli che nell'arena dell'attualità si propongono ai nostri occhi, nella quotidianità di ognuno di noi. Come la “legge del toro” comanda, ad ogni finale di corrida è necessario che i giudici, oltre a poter indultare il toro, qualora dovesse essere ucciso, diano un punteggio al torero per la professionalità dimostrata nell'arena, in modo tale da potergli offrire uno o i premi: un orecchio o, insieme ad esso, la coda, dell'animale appena ucciso. Credo sia naturale che la crudezza di queste parole, ripeto, rimanga solo una metafora su ciò che andrà a riempire questa rubrica. Quello che scriverò, sarà solamente una espressione di pensiero su ciò che accade nel mondo, o in Italia, o in Calabria, deliberando (qui sta il mio modesto giudizio) se il combattimento che attrae gli occhi nell'arena meriti, al finale, un premio o meno.È giusto un gioco, divertente, per provocare, pensare, smuovere le idee e condividerle. Perché questo titolo a questa rubrica? Sto in Spagna, mi piace la corrida e credo che ci sia molto da dire sugli spettacoli che animano le arene della politica e della attualità. Tutto sembra coincidere. Nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile se non ci fosse stato l'aiuto e l'apporto, anche emotivo, dei ragazzi di Calnews e di Luigi Salsini, un ragazzo in gamba, che crede nelle giovani iniziative e che, a proposito di corrida, si arma di spada e coraggio e non si lascia scappare i premi.

Alla prossima!
 
Maurizio Malomo

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