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Reggio Calabria :: Comunisti Italiani: gli Aliscafi Bluvia, un servizio per pochi privileggiati.

REGGIO CALABRIA :: 17/06/2009 :: Il servizio degli aliscafi Bluvia, la società del gruppo Ferrovie dello Stato, che, allo stato, dovrebbe, quotidianamente, collegare Reggio con Messina e viceversa sta diventando, giorno dopo giorno, un riservatissimo club privè ultra-esclusivo. Basta fare una passeggiata, in una qualunque mattina, presso il porto reggino e si potrà verificare come le file chilometriche costituite da migliaia di pendolari, caratterizzate dalle contestuali vere e proprie lotte fisiche per potere semplicemente avere l’accesso nell’aliscafo in partenza, sono un lontanissimo ricordo.

I mezzi veloci delle FS vengono fruiti soltanto da chi, per meri e non modificabili motivi “logistico-geografici”, è costretto ad arrivare nella zona di approdo della stazione di Messina Marittima. Le pochissime corse quotidiane sono caratterizzate dai natanti semi-vuoti che, ovviamente, procurano serie preoccupazioni, in primis ai lavoratori degli equipaggi marittimi, per il futuro del servizio stesso. Nessuno pensi che tutto d’un tratto i pendolari delle due sponde si siano estinti o abbiano trasferito la residenza nel luogo di studio o di lavoro. Tutt’altro…

Come avevamo previsto lo svuotamento degli aliscafi e, quindi, del porto reggino ha provocato una enorme migrazione dei pendolari, studenti e lavoratori, e dei vecchi utenti verso Villa San Giovanni. Infatti, il vettore privato, Caronte & Tourist, ha acquisito largamente la leadership anche in una fascia di mercato, quella del traffico pedonale, che non rappresenta assolutamente l’interesse e la “ragione sociale” della suddetta società, che è maggiormente interessata, per ovvi motivi, al traffico veicolare commerciale e automobilistico. Questo vera e propria modificazione soci
ale con il conseguente trasferimento territoriale di migliaia di pendolari non è avvenuto per caso o per un banale capriccio dei singoli. Le motivazioni e le responsabilità sono limpide e chiare. Bisogna semplicemente fare i cosiddetti conti della serva. Ormai da molti mesi, tranne una brevissima parentesi, gli utenti degli aliscafi delle Ferrovie dello Stato non possono più effettuare gli abbonamenti mensili che, bisogna rammentarlo, avevano, fra l’altro, un costo molto esoso; questa decisione ha prodotto il seguente risultato: per viaggiare con gli aliscafi FS i pendolari sono costretti ad acquistare, ogni giorno, il biglietto quotidiano di andata e ritorno all’esagerato costo di 4,50 euro. Tenuto conto che la maggior parte dei pendolari raggiunge l’altra sponda dello stretto 6 giorni la settimana, questa incredibile scelta aziendale equivale ad un costo mensile di 108 euro. Per chi guadagna 7-800 euro mensili e, presumibilmente, ha una famiglia da mantenere o per chi da studente non guadagna nulla quell’importo, in un periodo di crisi e recessione economica, rappresenta un costo assolutamente proibitivo. Al contrario, da Villa San Giovanni, la Caronte ha fissato in 2 euro il biglietto giornaliero di andata e ritorno, in 30 euro l’abbonamento mensile e in 120 euro l’abbonamento semestrale. Ogni commento ci pare assolutamente superfluo e fuori luogo. Certamente una riflessione è obbligatoria. Si parla tanto di città ed area metropolitana dello stretto, ma raggiungere le rispettive sponde è diventato sempre più difficile e, addirittura, un privilegio per pochi. Le Ferrovie dello Stato, foraggiate dai soldi della collettività, con un’assurda logica privatistica del profitto, a nostro avviso, non possono abdicare dal ruolo di  fondamentale servizio pubblico. Questa vera e propria emergenza-trasporti nello stretto avviene nel colpevole silenzio di tutti gli attori istituzionali coinvolti, a partire dal sindaco di Reggio, Peppe Scopelliti, il quale, evidentemente, non vuole o non ha la forza di affrontare un problema serissimo, che coinvolge negativamente migliaia di cittadini reggini, attraverso la formale apertura di una grande vertenza-stretto nei confronti del Ministro dei Trasporti, il suo collega di partito Altero Matteoli, e dell’Amministratore Delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, entrambi sempre totalmente assenti nella complessiva vicenda dei trasporti nei nostri territori. Una cosa è certa e non sarà mai smentita: noi Comunisti, al contrario del Sindaco di Reggio, faremo, come sempre, la nostra parte fino in fondo e senza alcun silenzio, reticenza o copertura di partito.