Il portale dell'informazione

Reggio Calabria :: “Preoccuparsi dei malati, non dei partiti”

99

REGGIO CALABRIA :: “La sanità in Calabria? Credo che bisogna cominciare a preoccuparsi dei malati e non dei partiti. Se si parte da qui la soluzione è possibile”. È quanto ha tra l’altro affermato il presidente dell’Udc, Pier Ferdinando Casini incontrando i giornalisti a margine di un convegno dell’Udc calabrese su Sanità e Fondi Por ieri a Reggio Calabria.. “Il tema dei partiti, del loro rapporto con la sanità, è un tema che ha già creato troppi guai soprattutto in Calabria. Un primario ha detto una cosa importante: qui bisogna preoccuparsi dei conti, dei partiti, degli appoggi, alla fine, forse anche dei malati.

È chiaro che andando avanti cosi, alla fine, non si può risolvere alcun problema. Il tema – ha detto Casini – è recuperare una virtuosità ed evitare soprattutto che la sanità diventi uno strumento che serve ai partiti e non serve ai cittadini. Questo capita in particolare quanto una giunta regionale così litigiosa è paralizzata sulla sanità proprio per i contrasti interni. Questa, vi ricordo, è una regione in cui vi è stato un fatto drammatico, eclatante, un segno certamente preoccupante di degrado”. “Un’autentica rinascita della Calabria non può prescindere da valide strategie di sviluppo territoriale, dalla razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse disponibili, dalla qualità e trasparenza di gestione”, ha affermato dal canto suo il deputato Giuseppe Galati, segretario di presidenza della Camera dei Deputati. “Per vincere la sfida odierna – ha aggiunto Galati – occorre progettare organicamente e coerentemente lo sviluppo della regione e i Fondi strutturali europei 2007-2013 sono degli strumenti che rappresentano una grande opportunità di sviluppo che va preservata da sprechi, ritardi, inefficienze ed errori: si tratta di circa 12 milioni di euro – il 12% dei fondi previsti per l’intero Mezzogiorno – che dovrebbero essere utilizzati integralmente, nel rispetto dei tempi prefissati da Bruxelles”. “Un’efficace realizzazione delle politiche di coesione – ha sostenuto Galati – non può prescindere dal rilancio di programmi interregionali, previsti dal Quadro strategico nazionale 2007-2013, che, a mio avviso, dovrebbero riguardare innanzitutto le grandi questioni ambientali, il risparmio energetico, gli attrattori culturali, naturalistici e del turismo. Uscire dal novero delle regioni “Obiettivo 1”- ha concluso Galati – è una meta ambiziosa per la Calabria: sicuramente ardua, ma comunque possibile”. “Le recenti decisioni della Giunta regionale in materia di riorganizzazione sanitaria ed ospedaliera sono prive di indicazioni precise, soprattutto in materia di razionalizzazione della spesa”, ha invece precisato il presidente del gruppo consiliare alla Regione, Giovanni Nucera, soffermandosi con i giornalisti a margine del convegno. “Le “linee di indirizzo” – ha sottolineato Nucera – sono piene di contraddizioni: nonostante i propositi del centrosinistra di aumentare il potenziamento delle strutture pubbliche, in questa legislatura aumenta la spesa ambulatoriale specializzata privata. E che dire del programma Por 2007/2013? Il prossimo 5 marzo scadranno i bandi e la Regione è in ritardo nella programmazione. Siamo in presenza di una incapacità gestionale preoccupante, con una maggioranza che spende più tempo a consumarsi in lotte intestine che dare risposte ai problemi dei calabresi”. Il vicesegretario nazionale dell’Udc, Mario Tassone, incontrando i giornalisti, ha detto che “il convegno è una occasione per approfondire temi seri in cui si dibatte la Calabria. L’Udc ha una sua posizione sia a livello nazionale che locale – ha proseguito l’on. Tassone – molto chiara, di opposizione al governo Prodi ed in Calabria. Un’opposizione non fine a se stessa ma per produrre e costruire. Non c’è dubbio che il nostro obiettivo rimane l’interesse di carattere generale, e quindi affrontare le situazioni con grande maturità. Se noi dessimo dimostrazione di pochezza, immiserendo così anche le nostre stesse posizioni, produrremmo solamente scarsi risultati”. “Il sistema-sanità Calabria costa troppo, si spende un’ingente quantità di denaro pubblico senza ricevere servizi adeguati. È possibile, dunque, intervenire con l’istituzione di una centrale unica di spesa, un organismo che, a livello unitario ed uniforme, copra attraverso acquisti centralizzati i fabbisogni delle strutture” ha, infine, detto il consigliere regionale Dionisio Gallo, nella sua relazione. “Si razionalizzerebbe – ha aggiunto Gallo – la spesa, si determinerebbero economie di scala, si eliminerebbero, a mio avviso, sprechi e molti altri spiacevoli aspetti del rapporto tra ASL e fornitori. Poiché il momento è grave e le scelte non possono essere ulteriormente rimandate, io credo che il numero delle Aziende sanitarie presenti in Calabria sia elevato, eccessivo, dispendioso e, consentitemi, inutile. Se di razionalizzazione vogliamo discutere iniziamo dall’organizzazione complessiva e territoriale. Altro aspetto importante, la spesa farmaceutica. Il centrosinistra calabrese, prima in campagna elettorale e poi all’inizio della sua esperienza di governo, ha utilizzato in chiave demagogica due scelte fatte dal centrodestra, quella del ticket sulle ricette e quella della monoprescrizione. Si è scelto di eliminare il ticket sulle ricette, oggi ci troviamo di fronte ad una spesa farmaceutica aumentata del 17% ed ai farmacisti, qui a Reggio Calabria ma presto anche a Catanzaro, costretti a protestare per il pagamento dei farmaci che registra un ritardo di 12/15 mesi. A fronte di ciò mentre demagogicamente viene eliminato il ticket simbolico sulle ricette il governo nazionale introduce il ticket sulle richieste e sugli interventi di pronto soccorso. Sgombriamo il campo dagli equivoci, quando scegliemmo l’introduzione del ticket simbolico e della monoprescrizione avevamo davanti un’esigenza ed una necessità precisa; contrastare un costume diffuso che portava con una certa facilità alla prescrizione ed all’acquisto dei farmaci. È chiaro che qui noi non riproponiamo l’introduzione del ticket, tutt’altro.Ciò che, oggi, secondo noi può essere concretamente sviluppato è il rapporto con i medici di base sul territorio”.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: