Il portale dell'informazione

Scalea :: Lettera aperta a Rachele Grosso Ciponte.

139

SCALEA :: 29/03/2007 :: Io vengo dalla strada, mia cara Rachele Grosso Ciponte, e sono felice di essere parte di una società che prende di petto le situazioni. Quello che sento e quello che vedo è semplicemente ciò che rappresenta la realtà. Niente di personale quindi con il Commissario e con te, ma non posso continuare  a vedere, per coscienza, una struttura che non produce niente. Mi fa Piacere sentire che il dibattito si sta aprendo, sia da parte delle forze sindacali, sia da parte dei partiti, è segno che qualcosa si muove e che comunque bisogna tener conto dello stato in cui si trova il nostro triste orizzonte meridionale.

Credo che la Calabria per riprendere competitività in tutti i settori abbia bisogno prima di tutto di uno svecchiamento della politica dirigenziale regionale, anche se troppe volte, giovani come me e te,  sono andati a riempire i calderoni vuoti di gente abituata a fare quello che si faceva negli anni 80 sul territorio, credendo a favole di cambiamenti proposti e mai attuati. A differenza tua, solo perché vivo in mezzo alla gente e ogni tanto mi metto pure in gioco con una candidatura diretta per il territorio, ho un modello da seguire ed è quello che guarda allo sviluppo sostenibile ed al futuro delle prossime generazioni con la consapevolezza che è nel presente che si pongono le basi per creare strutture capaci di creare effettivi posti di lavoro. Perché, in verità, vicino a me ci sono tanti giovani senza futuro in Calabria, ci sono tanti giovani costretti a partire per il Nord a fare il lavoro precario di multiproprietà e multinazionali senza scrupoli, ad essere schiacciati nell’identità  e nei valori solo perché figli di una questione dimenticata. Pochi giorni fa ho sentito di quella signora di Polistena (RC) che diceva dispiaciuta che aveva dei figli, ma era da sola e si lamentava in tv che aveva fatto dei figli per mandarli, alla fine, costretti a lavorare e a sentirli schiacciati e sofferenti all’estero. Ne ho visti troppi nel mio giro per il mondo, di giovani calabresi, piangere a New York, a San Francisco, in Olanda etc..Ne ho sentiti troppi dirmi che da noi potremmo fare di più. E sai perché non facciamo di più, perché accettiamo che strutture come il Consorzio diventino pacchetti post-elettorali dove gestire il voto e non industrie, anche pubbliche, dove si fanno i servizi e si produce di conseguenza plus valore e lavoro. Ecco anche perché chiedo al Sindaco di Orsomarso di aprirsi al dibattito che pone sul tavolo della discussione la questione morale. Fra un paio di anni anche i suoi figli saranno grandi e dopo l’università dove li vedrà costretti a lavorare, dove lì vedrà costretti ad andarsene? Questo è il motivo principale per il quale ho proposto l’articolo della questione morale, all’interno degli enti strumentali della Regione Calabria.  Ecco perché anche i lavoratori della struttura, gli stessi che state provando a mettermi contro, devono porvi le stesse motivazioni che ho proposto per il loro stesso futuro. Bisogna chiudere il capitolo dell’inefficienza e per chiuderlo occorre chiedersi quale strada si vuole continuare a percorrere. Ponendo il quesito ho lasciato intendere che c’è una sola strada che porterà una struttura come il Consorzio ad essere competitivo, al di là dei modelli, già visti, che in questi giorni si stanno mettendo in piedi per dare una rappresentanza agli utenti, che dopo 7 anni di commissariamento,  aspettano ventate di novità che non saranno tali, ed è la strada della trasparenza e della democrazia, degli uffici che funzionano perché devono dare veramente i servizi, del lavoro vero, durevole e duraturo, della nuova politica, fatta di gente nuova e non il solito menage di promozioni ed incarichi dati a destra e a manca per mantenere vivo il rapporto con la clientela. Forse in Calabria c’è bisogno più di un apertura alla questione morale, forse occorre un risveglio morale profondo, fatto dalla gente comune, quella che costantemente chiede alle istituzioni risposte che alla fine non vengono mai date. Personalmente posso solo dirti che mi sono scocciato di essere vittima di questi giochetti e siccome conosco la durezza della Vita   vi sfido a darmi risposte concrete, ponendomi direttamente come alternativa a questo modo di fare politica, costantemente fino a che posso far breccia nelle mura del potere, che in un certo senso anche tu rappresenti, al solo ed unico fine di migliorare questa società e dare realtà produttive al presente. I Sindacati stanno lavorando alla sostenibilità dei Consorzi da anni, ma non sono mai stati ascoltati;  questo è stato un grave errore politico che porta con se grandi responsabilità di sviluppo. Perché Assessore Rachele Grosso Ciponte?

Il Presidente del movimento giovanile “La Scossa”Antonio Pappaterra

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: