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Verbicaro :: Renato Curcio, ospite del giornalista Francesco Silvestri

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Renato Curcio dopo tredici anni ritorna a Verbicaro, ospite del giornalista Francesco Silvestri. Dopo la presentazione dei volumi “ L’ azienda totale”, “Il dominio flessibile” e “Il consumatore  lavorato” editi dalla Casa Editrice “Sensibili alle foglie”, tenutasi nei giorni scorsi nell’aula di Sociologia dell’Università della Calabria, Renato Curcio ha potuto conoscere a fondo la realtà di Verbicaro, il paese  conosciuto nel corso della relazione epistolare sulla quale si è costruita  un’ amicizia che “da subito ha superato la dimensione individuale tra due uomini per più motivi distanti – si legge nella nota redatta dal giornalista.

Francesco Silvestri  all’inizio ancora studente, libero, con una coscienza politica
appassionata, amante del confronto ideologico e della ricerca di testimonianze. Renato Curcio, un uomo che ha condizionato gli anni della nostra storia recente, al centro della scena politica,immerso in un percorso di elaborazione di una continuità tra il cammino del passato e la strada del presente”.
All’incontro epistolare poi raccolto nel libro “Fino alle radici del cuore”edito da Periferia  nel 1994, si è sostituito l’incontro reale per presentare, da uomo libero, il progetto
della casa editrice “Sensibili alle foglie” della quale Curcio è ancora il direttore editoriale.
Oggi,  in uno scenario completamente differente Renato Curcio ripercorre la storia di Verbicaro,la memoria collettiva, il destino dei singoli e della comunità, ma soprattutto la memoria dei luoghi. “Dei luoghi – aggiunge Silvestri – che caratterizzano Verbicaro e rendono il
suo habitat unico ed irripetibile, per via dei suoi vicoli centenari, delle ultime piccole botteghe artigiane, e infine per i suoi catuji, molti costruiti sulla splendida roccia di Buonifanti che per Curcio sono un monumento all’arte del vino. E’ proprio nei catuji e nella
piazza l’umanità della gente di Verbicaro ha catturato lo sguardo vivo e la sensibilità dello studioso Curcio. I due amici conversano, si svelano, si confrontano con gli anziani e i giovani che incontrano nei vicoletti silenziosi, sui temi dell’emigrazione, del colera, delle rivolte, di Radio Talpa, del centro sociale, delle lotte dei disoccupati, della Cinevideoteca della Memoria, e molto altro ancora. In queste conversazioni Curcio sintetizza il suo interesse per questo paese
riflettendo su cosa è possibile fare per non far morire questo posto con queste pietre antiche, con queste case e le scale che si intrecciano le une alle altre. Un patrimonio architettonico che pur nella sua povertà custodisce una ricchezza umana inestimabile. Occorrono interventi urgenti per salvare ogni frammento che custodisce la memoria, necessaria – sempre – per progettare il futuro. ‘Il paesaggio del ricordo’ ha bisogno d’attenzione da parte delle istituzioni. Bisogna
subito far intervenire la Regione Calabria, il Governo e la Comunità Europea per conservare questo patrimonio storico,umano,antropologico originale e di grande interesse. Dunque – osserva Curcio – porre Verbicaro all’ attenzione nazionale ed internazionale facendo diventare una parte
di esso patrimonio dell’umanità attraverso il concorso dell’UNESCO”. Nella tarda mattinata  Renato Curcio  accompagnato da Francesco Silvestri, dal Sindaco Carmine Cirimele e dall’assessore alla Cultura Carmine De Filippo, ha visitato  l’Eco Museo del Vino e della Vita contadina, e la Biblioteca comunale che custodisce anche alcuni libri editi da “Sensibili alle foglie”. Dopo la visita al centro storico di Verbicaro, Curcio ha voluto visitare Guardia Piemontese Terme per conoscere da vicino la terra in cui migliaia di Valdesi furono perseguitati, torturati e uccisi. “La porta del sangue – ha concluso il giornalista Francesco Silvestri – è la viva testimonianza di quella strage compiuta in nome della religione cattolica. Verbicaro,Guardia e la loro memoria si forma grazie al concorso di una pluralità di fonti: fonti scritte, fonti orali, racconti, fonti visive, percorsi,rapporti,scambi,incisioni,graffiti,abitazioni,fotografie,filmati.Ricordare e conservare per non morire,per capire , per conoscere,per crescere”.

Adriana Sabato

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