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Reggio Calabria :: Il Pdci chiede revisione piano dimensionamento scolastico.

REGGIO CALABRIA :: 28/01/2009 :: La Giunta Provinciale ha approvato, nella riunione del 12 Gennaio scorso e con il dissenso ribadito degli Assessori Santo Gioffrè (PRC) e Michele Tripodi (PdCI), una variazione al Piano provinciale di organizzazione della rete scolastica licenziato dalla Giunta Morabito nella seduta del 30 dicembre 2008, modificando e/o integrando alcuni accorpamenti di autonomie scolastiche e anche alcune deroghe previste in base alla normativa per i comuni montani e per le aree di tutela di minoranze linguistiche.

Senza voler entrare nel merito delle deroghe previste (alcuni comuni montani vengono valorizzati, altri – leggi Giffone o Mammola, ad esempio – vengono invece ignorati), con questa nuova deliberazione, la Giunta Provinciale prende finalmente atto della necessità – politica ancor prima che amministrativa – di coinvolgere in prima persona il Consiglio Provinciale (che dovrà approvare il Piano, essendo quest’ultimo un atto di programmazione del territorio di competenza dell’assemblea consiliare): una conferma, sia pure in (colpevole) ritardo, della giustezza e della linearità delle posizioni espresse dai nostri partiti.

 

Tuttavia, l’aspetto più importante di questa nuova deliberazione (così come di quella precedente) consiste nella mancata applicazione della deroga automatica prevista dall’art. 2 comma 7 del D.P.R. n. 233 del 18 Giugno 1998, decreto di pubblicazione del “Regolamento recante norme per il dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche e per la determinazione degli organici funzionali dei singoli istituti”.

Recita testualmente il su menzionato comma 7: “nelle province il cui territorio è per almeno un terzo montano, in cui le condizioni di viabilità statale e provinciale siano disagevoli e in cui vi sia dispersione e rarefazione di insediamenti abitativi sono concesse deroghe automatiche agli indici di riferimento previsti dal comma 2”, ovvero deroghe automatiche alla forbice di 500 / 900 alunni entro la quale è possibile riconoscere l’autonomia scolastica dei vari istituti.

           

La Provincia di Reggio Calabria – considerando l’estensione territoriale dei 42 comuni definiti ufficialmente montani, nell’elenco trasmesso dal Ministero della Pubblica Istruzione – risulta territorio montano per il 49,2%.
La nostra provincia, quindi, rientra perfettamente nella casistica prevista dal comma 7, superando abbondantemente la previsio
ne di un terzo di territorio montano. Per queste ragioni, riteniamo sia stato commesso un grave errore di valutazione da parte innanzitutto dell’Assessorato provinciale alla Pubblica Istruzione, che non ha inteso attivare il comma 7 per difendere gli interessi del territorio e delle piccole comunità della nostra provincia, provando così ad evitare la riduzione delle autonome scolastiche da 161 a 139.

 

Abbiamo sostenuto nelle scorse settimane, e continuiamo a farlo oggi, che la Provincia può assumere un ruolo di assoluto protagonismo politico, facendosi interprete del proprio territorio e attivando una resistenza critica ai processi di ridimensionamento della scuola pubblica, quegli stessi processi che il Ministro Gelmini ha accelerato in maniera totale. Minori autonomie scolastiche, infatti, presuppongono meno posti di lavoro, meno presidi di formazione, meno dignità per i comuni e i cittadini della nostra provincia.

 

Chiediamo, quindi, al Presidente della Provincia Morabito e all’Assessore Nucera di revocare le deliberazioni di giunta sul Piano di Dimensionamento sulla base del disposto del comma 7, e di riaprire la discussione complessiva sulla razionalizzazione della rete scolastica provinciale a partire dalle prossime sedute di Giunta.