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San Nicola Arcella :: Io Amo San Nicola: politica alla vecchia maniera condita con il solito fumo.

SAN NICOLA ARCELLA :: 30/10/2012 :: Importanti provvedimenti all’ordine del giorno del prossimo consiglio, tanto abbiamo appreso in questi giorni. Per di più lo abbiamo saputo dalla stampa e non già nella conferenza dei capigruppo, come si usa in democrazia. Questi “importanti provvedimenti”, finalmente li abbiamo letti e ci sembrano il solito insieme di atti sconnessi e inconcludenti con il reale intento di creare una sponda per il lancio dell’ennesimo ricorrente annuncio e con effetti reali solo deleteri.

Nel merito. Il primo provvedimento riguarda una modifica al regolamento per il servizio idrico integrato. Tale regolamento, solo qualche mese fa, c’era stato presentato in pompa magna come panacea per tutti i mali. Come al solito veniva accompagnato dal suono di fanfare e un notevole battage mediatico. Oggi la maggioranza chiede di modificarlo, non funziona? È vero non funziona, ma la soluzione proposta introduce altri errori e fa solo un piccolo insignificante passo su un percorso lungo chilometri.

Il secondo punto riguarda le lottizzazioni convenzionate. Si tratta di un provvedimento scritto sotto dettatura da parte della “Consulta dei cittadini non residenti”. In parole povere si autorizza le vendita dei terreni comunali ad otto euro al metro quadrato, euro pagabili in comode rate. Ognuno è in grado di valutare se 8 euro al mq. è un prezzo congruo. A chi già ha sostenuto che si tratta di un prezzo congruo, abbiamo chiesto di interrogarsi se è disponibile a venderci casa sua a quel prezzo.

Il terzo riguarda i costi di allaccio dei lidi al sistema fognario. Non riguarda la realizzazione delle rete fognaria per i lidi, come invece si era udito fra il suono delle fanfare. Sulla realizzazione della rete fognaria il consiglio aveva già discusso e deliberato perché venisse realizzata prima della stagione estiva. La stagione estiva è trascorsa e ancora niente è stato realizzato. Intanto si stabiliscono le tariffe, fino a 3.000 euro per allaccio. Tariffe cosi abnormi che lasciano intravvedere un chiaro intento persuasivo finalizzato a non realizzare nessuna rete fognaria. In altri termini se i costi di allaccio sono eccessivi nessuno chiederà di allacciarsi e cosi non ci sarà bisogno di nessuna rete fognaria.

Il quarto punto riguarda la destagionalizzazione dell’uso del demanio marittimo.  Si vuole autorizzare il permanere delle strutture sul demanio per l’intero anno solare piuttosto che solo per la stagione estiva. Si tratta di un intento condivisibile cosi come enunciato, ma quello che ci lascia stupefatti è la procedura che è saltata fuori dal cappello della maggioranza. Non si procede secondo rito, con la modifica del piano spiaggia e quindi la conseguente possibilità di presentare domande di concessione annuale.

Il metodo pensato dalla maggioranza capovolge l’ordine naturale delle cose: prima si presentano le domande con progetti, piante, prospetti, rendering, cauzioni e l’assistenza di fatto obbligatoria di un tecnico, poi si modifica il piano spiaggia. E se lo modifiche al piano spiaggia non vengono approvate? O, ancorché approvate, sono difformi rispetto ai progetti presentati? Chi ha speso soldi in tecnici come viene risarcito? Per quanto ci riguarda siamo del tutto favorevoli a proposte di destagionalizzazione ma devono essere ricondotte nell’alveo della normalità: prima la giunta modifica il piano spiaggia e lo sottopone al consiglio e gli atri enti per l’approvazione, poi gli operatori presentano le domande. Altrimenti si rischia solo di fare di ingrassare qualche tecnico. Se poi la maggioranza ha a cuore le sorti degli operatori balneari, si preoccupi degli effetti che produrrà la direttiva Bolkestein, San Nicola è l’unico comune che di fronte a questa rivoluzione è rimasto inerte.

Il quinto punto, nella sostanza riguarda il trasferimento del mercato settimanale dal centro storico ad una zona periferica, zona che ha l’unico vantaggio di essere meglio servita da bar. Sostanza ben camuffata all’interno di un ennesimo regolamento. Il sesto punto riguarda un avviso di manifestazione per la realizzazione di un porto turistico con la procedura del project financing. Anche questa è un’idea condivisibile, del resto lo avevamo inserito nel nostro programma politico. Ma, nella proposta della maggioranza c’è un elemento sconvolgente ed è che la realizzazione del porto di San Nicola è prevista nel comune di Scalea. Scalea ringrazierà ma, per buona norma, bisognava almeno chiedergli il permesso. Anche in questo caso si tratta di carte buone a produrre fumo e nessun effetto concreto per i sannicolesi.

Il settimo punto riguarda l’approvazione del piano di emergenza comunale. Per pudore occorre sorvolare sui contenuti del piano proposto dalla maggioranza. Bisogna solo sperare che non debba mai essere utilizzato. Per questo rinnoviamo e meglio specifichiamo al Santo Patrono la richiesta di intercessione che già era stata avanzata dal consiglio comunale in merito alla generalità dei bisogni dei sanicolesi (con tanto di delibera, per chi non ci crede!).

Finita la disamina sugli annunci vogliamo ricordare alla giunta comunale e alla maggioranza che, ad un anno e mezzo dall’insediamento che ha fatto seguito a tre anni e mezzo di governo precedente, è tempo di consuntivi. Riteniamo più utile per i sannicolesi iniziare a ragionare sui risultati e non continuare ad effettuare annunci.

A proposito di risultati, le forze di opposizione sono ancora in attesa del più volte sollecitato bilancio consuntivo che per legge andava approvato dal consiglio entro il 30 aprile. Il bilancio consuntivo, che in qualche misura fornisce dati sull’efficienza dell’azione amministrativa e ci racconta come sono stati spesi i soldi dei contribuenti, sarebbe un utile elemento per iniziare a tirare le somme sui risultati dell’azione amministrativa, non si capisce perché la maggioranza debba privarcene. Non appena disponibili gli atti del consiglio saranno pubblicati sul nostro sito www.ioamosannicola.it.