Paolo Campolo, l’eroe reggino della notte di Capodanno a Crans-Montana.

REGGIO CALABRIA :: 03/01/2026 :: Il suo nome è Paolo Campolo, è italiano, di Reggio Calabria. E ciò che ha fatto la notte di Capodanno, durante l’incendio che ha devastato un locale a Crans-Montana, è qualcosa che può essere definito senza esitazione eroico.

Quando ha visto le fiamme avvolgere tutto, Paolo non ha avuto dubbi né esitazioni. È corso verso il locale in fiamme, guidato solo dall’istinto di aiutare. Ha raggiunto una porta d’emergenza, ma era bloccata. Il tempo scorreva, il fumo aumentava, le urla si facevano sempre più disperate.

Con l’aiuto di un altro uomo, uno sconosciuto incontrato in quei secondi drammatici, ha provato in ogni modo a sfondare quella porta. Calci, spallate, sforzi disperati. Finché, finalmente, la porta ha ceduto.

In quell’istante si è trovato davanti una scena che non si dimentica: decine di corpi di ragazzi nel panico sono letteralmente caduti addosso a lui.

“Dietro il vetro vedevo piedi e mani. Corpi a terra. Ho aperto insieme a uno sconosciuto: ci sono caduti addosso diversi corpi. Ragazzi vivi ma ustionati, alcuni coscienti, altri no. Mi imploravano aiuto. Molti erano italiani.”

Tra quelle persone c’era anche il fidanzato di sua figlia. Lei, per un contrattempo dell’ultimo momento, non era entrata nel locale. Un dettaglio che rende quella notte ancora più carica di emozione e paura.

Ma Paolo non si è fermato. È entrato nel locale, rischiando consapevolmente la propria vita. Senza protezioni, senza attrezzature, solo con le mani nude e il cuore che batteva all’impazzata, ha iniziato a estrarre i ragazzi uno dopo l’altro.

“Vivi ma gravemente ustionati e intossicati. Continuavano a urlare. Pensavo solo: potrebbero essere i miei figli.”

Per interminabili minuti ha fatto avanti e indietro tra le fiamme, il fumo, il caos. Ogni viaggio poteva essere l’ultimo. Eppure è tornato dentro, ancora e ancora, spinto solo da un pensiero: salvare più vite possibile.

Alla fine, Paolo Campolo ne ha salvate dieci.

Dieci giovani strappati alla morte grazie al coraggio silenzioso di un uomo qualunque che, in una notte qualunque, ha compiuto qualcosa di straordinario. Un gesto che ricorda a tutti cosa significhi davvero essere umani.