Diamante celebra la Giornata della Memoria.

DIAMANTE :: 27/01/2026 :: Una giornata carica di emozioni, quella che si è celebrata questa mattina a Diamante, in ricordo delle vittime delle persecuzioni e degli stermini, commessi nei campi di concentramento nazisti. Una cerimonia che ha messo insieme le tessere, delineato i volti e le storie di chi la Shoah l’ha vissuta sulla propria pelle, di chi quell’odio l’ha combattuto fino a perdere la vita, di chi non vuole cancellare ma alimentare le coscienze, di giovani che considerano la memoria come impegno giornaliero per prevenire e combattere forme dilaganti di odio.

A dare il via alle celebrazioni di questo 27 gennaio a Diamante, il sindaco Achille Ordine che, nella Villa Comunale “Sandro Pertini”, insieme alle forze dell’ordine e a cittadini, ha reso omaggio ai caduti diamantesi deponendo una corona d’alloro davanti alla pietra monumentale, mentre le note de “Il Silenzio”, magistralmente eseguite alla tromba dal Maestro Mario Giovanni Silvestri, portano con la mente e il cuore a un tempo mai troppo lontano. L’iniziativa poi, è proseguita al Museo DAC: qui le studentesse gli studenti dell’Istituto Comprensivo “Professor Nuccio Ordine” e dell’IISS Diamante ITCG-IPA ITI-IPSSAR Praia sono stati i veri protagonisti, tessendo riflessione e cittadinanza attiva per ricordare la Shoah e le vittime, affinché la storia continui a parlare alle coscienze di oggi. Un salto temporale che sembra, purtroppo, non aver lasciato tracce a tutti visibili, in quel circolo dissacrante.

“Popoli interi che vivono sotto il peso dell’odio, della vendetta, della disumanizzazione – ha detto il sindaco Ordine, salutando gli studenti e le istituzioni presenti al Museo DAC. I contesti sono diversi, le storie non sono uguali. Ma c’è qualcosa che somiglia in modo inquietante: ogni guerra, ogni massacro, ogni persecuzione nasce quando la vita dell’altro vale meno. Quando il dolore altrui non ci riguarda. Quando ci abituiamo alle immagini di distruzione e smettiamo di sentirle. La Shoah ci insegna che l’orrore non arriva gridando. Spesso arriva in silenzio, passo dopo passo, finché ciò che è inaccettabile diventa normale. Per questo ricordare è un atto di responsabilità. La memoria non serve a farci sentire migliori di chi ha vissuto prima di noi. Serve a chiederci: noi, oggi, cosa facciamo? Mai più” non è una frase da pronunciare una volta all’anno. È una scelta quotidiana. È il modo in cui parliamo degli altri. È il rispetto che dimostriamo anche a chi è diverso da noi. È il coraggio di difendere la dignità umana, sempre, anche quando è scomodo. Le vittime della Shoah non possono più parlare. Ma la loro memoria parla attraverso di noi”.

Parole, quelle pronunciate dal sindaco Ordine, che anticipano sì la proiezione del video-documentario “Sami Modiano – Eravamo solo numeri”, ma che vogliono creare in questa celebrazione al DAC – moderata dalla professoressa Stella Fabiani – quel sostrato per le riflessioni che arrivano, puntuali, dagli studenti. Un confronto che significa mettere insieme parole e storie per quel ponte che sia percorso e non ostacolo, come rimarcato nelle letture e nelle testimonianze, a cura dell’Associazione “In-stabili”, del “Forum dei Giovani di Diamante” e degli studenti, in quell’impegno alla memoria quotidiana, che non è solo ricordo del passato, ma responsabilità verso il futuro.