Demanio marittimo: balneari lucani, “Non trasferire competenze ai Comuni”.
POTENZA :: 10/03/2026 :: Il comparto balneare lucano interviene nel dibattito sull’ipotesi di trasferire ai Comuni costieri parte delle funzioni amministrative legate alla gestione del demanio marittimo, esprimendo una posizione chiara: “Non è questo il momento di attribuire tali competenze agli enti locali”.
La posizione – spiegano gli operatori – è condivisa dalle principali associazioni di categoria del territorio, tra cui FIBA Confesercenti, Assobalneari Basilicata con Assobalneari Maratea e Leucippo Metaponto, e rappresenta un orientamento ampiamente diffuso tra le imprese del settore.
Secondo il comparto, molti Comuni costieri si trovano già oggi a gestire carichi amministrativi significativi e una cronica carenza di personale. L’attribuzione di ulteriori funzioni, in un ambito delicato come quello del demanio marittimo, rischierebbe quindi di creare difficoltà operative, rallentamenti nelle procedure e incertezza amministrativa.
“La gestione del demanio marittimo – sottolineano gli operatori – è una materia complessa che richiede competenze tecniche, amministrative e giuridiche molto specifiche. Senza strutture dedicate e personale adeguatamente formato si rischierebbe di generare disomogeneità nelle procedure e interpretazioni diverse tra Comune e Comune”.
Per questo motivo, secondo le associazioni, almeno in questa fase una gestione unitaria a livello regionale rappresenta la soluzione più equilibrata, in grado di garantire uniformità nelle decisioni, trasparenza e stabilità amministrativa.
“La Basilicata – evidenziano ancora dal comparto – può oggi rappresentare un modello di equilibrio a livello nazionale. In molti altri territori costieri il tema del demanio marittimo sta già producendo conflitti amministrativi, interpretazioni divergenti e tensioni tra istituzioni e operatori”.
Da qui la richiesta condivisa: mantenere le competenze relative al demanio marittimo in capo alla Regione Basilicata almeno nell’attuale fase di transizione normativa.
“In un momento così delicato per il futuro delle concessioni e per l’intero sistema turistico costiero – concludono le associazioni – la priorità deve restare garantire stabilità amministrativa, chiarezza nelle procedure e condizioni certe per chi opera e investe sul territorio”.