FALCONARA ALBANESE :: 02/04/2026 :: Prosegue senza sosta l’impegno delle forze dell’ordine nella prevenzione e repressione dei reati ambientali lungo la fascia costiera tirrenico-cosentina, con l’obiettivo di interrompere condotte lesive per l’ecosistema e la sicurezza del territorio.
Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Stazione di San Lucido, congiuntamente al Nucleo Carabinieri Forestale di Longobardi, hanno eseguito un sequestro preventivo di un’ampia area nel comune di Falconara Albanese, adibita a cava per l’estrazione, lavorazione e lavaggio di materiale inerte. Il provvedimento è scaturito da accertamenti che hanno evidenziato numerose violazioni in materia ambientale, paesaggistica ed edilizia.
In particolare, è emerso che dalla cava provenivano acque contaminate riversate nel torrente Malpertuso, con successivo deflusso nel mar Tirreno, causando l’intorbidimento delle acque pubbliche e potenziali rischi per la comunità locale. Le indagini, supportate anche da sopralluoghi aerei effettuati con droni, hanno inoltre consentito di documentare uno sconfinamento non autorizzato su un’area limitrofa di circa 15 mila metri quadrati, sottoposta a vincolo paesaggistico e boschivo, dove venivano estratti quantitativi superiori a quelli consentiti.
All’interno del sito sono stati inoltre individuati impianti industriali installati in assenza delle necessarie autorizzazioni edilizie. Per tali violazioni sono stati denunciati il titolare della società e il direttore tecnico della sede operativa, ritenuti responsabili anche della compromissione irreversibile di aree naturali sottoposte a tutela.
Analogo intervento è stato effettuato ad Amantea, dove i Carabinieri della locale Stazione, insieme al Nucleo Forestale di Longobardi e alla Delegazione di spiaggia della Guardia Costiera, hanno sequestrato un’area industriale destinata alla lavorazione di marmi, risultata priva delle autorizzazioni ambientali previste, tra cui quelle relative alle emissioni in atmosfera e allo scarico di acque reflue.
Le operazioni, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Paola e supportate dall’attività della Sezione di Polizia Giudiziaria – Nucleo Ambiente interforze, rappresentano un significativo segnale di presidio della legalità e di tutela del patrimonio ambientale.