SANTA MARIA DEL CEDRO :: 21/04/2026 :: I sequestri preventivi e d’urgenza di alcune strutture balneari a Santa Maria del Cedro (Cs), iniziati ieri ad opera della Guardia costiera e dei carabinieri, e che dovrebbero proseguire nei prossimi giorni e che rischiano di paralizzare l’economia del settore proprio alla vigilia della stagione turistica, derivano da “un vero e proprio pasticcio burocratico” legato al Piano comunale di spiaggia.
A sostenerlo è l’avvocato Italo Guagliano del foro di Paola, che difende alcuni degli imprenditori interessati, e che con altri legali chiederà la revisione della decisione. Nel 2018, sostiene il legale, l’Amministrazione comunale ha presentato un nuovo strumento urbanistico che non è mai stato approvato definitivamente, mancando ancora del parere della Regione Calabria.
La bocciatura è giunta ad ottobre 2025, comportando la validità del precedente piano, che non prevede concessioni annuali. Di conseguenza, le concessioni prive di autorizzazione annuale avrebbero dovuto essere liberate nei mesi invernali, per poi essere rioccupate soltanto a partire dal primo aprile, come da recente ordinanza del sindaco Ugo Vetere. Quest’ultimo, a metà mese, aveva inoltre ricordato la normativa regionale di settore che per le concessioni annuali prevede il mantenimento delle strutture amovibili solo se non in pericolo di danni da mareggiate e se rispettose di altre condizioni, tra le quali lo svolgimento dell’attività economica per l’interno anno. Il primo cittadino aveva inoltre invitato i titolari di tutte le concessioni a conformarsi alle prescrizioni urbanistiche e a quelle dettate dall’Agenzia del Demanio e dalla Regione Calabria. Fino a quest’anno i concessionari hanno operato in regime di proroga, l’ultima fino al 30 settembre 2027, e in attesa dell’approvazione del nuovo Piano di Spiaggia. Alla luce di questo quadro, i legali dei concessionari ritengono che il diritto alla difesa degli assistiti sarebbe stato impedito. Secondo l’avvocato Guagliano le tempistiche seguite dalle autorità non hanno concesso agli imprenditori il tempo materiale per adeguarsi.
“Ritengo – afferma – che non siano stati seguiti tutti i principi del diritto amministrativo. Deve essere avviato un procedimento di natura amministrativa, che non risulta. I concessionari si sono ritrovati diffidati alla demolizione di punto in bianco senza che dall’Amministrazione comunale fosse giunta comunicazione tempestiva ed ufficiale della mancata approvazione del nuovo Piano di spiaggia. In questo modo è stato negato il diritto alla difesa”. “La recente ordinanza del sindaco – prosegue il legale – consente la presenza delle strutture sulla spiaggia a partire dallo scorso primo aprile. Oltre all’occupazione abusiva della concessione sono stati contestati abusi edilizi di lieve entità e in gran parte già rimossi. Inoltre gli imprenditori balneari hanno versato i canoni per l’intero anno fino al 2025, confidando nella natura annuale delle concessioni inserita nelle proroghe”. Gli avvocati sono dunque al lavoro nella predisposizione di istanze in autotutela, avviando verifiche documentali perché “il quadro sulla base del quale la Procura sta agendo è fermo a febbraio scorso – aggiunge Guagliano -. Cerchiamo di intervenire prima della convalida del sequestro da parte del Gip di Paola ma siamo pronti a ricorrere al tribunale del riesame. Gli imprenditori non possono pagare una carenza di comunicazione tra gli uffici e i privati che ha portato all’intervento della magistratura proprio mentre un’ordinanza sindacale consentiva l’apertura delle attività già dal 1° aprile”.
“Ora – conclude il legale – bisogna permettergli di lavorare perché ci sono già assunzioni effettuate, prenotazioni confermate e forniture ordinate che non possono essere bloccate da un’incertezza amministrativa”.