Dopo sedici anni La Pagliara riaccende la Sila: riapre lo storico rifugio di Fago del Soldato.

Lo storico rifugio della Sila torna a vivere con un nuovo progetto di ospitalità e cucina firmato da Eugenio Roncoroni e Cristina Giordano.

FAGO DEL SOLDATO :: 05/08/2026 :: Dopo quasi sedici anni di chiusura, La Pagliara torna ad accogliere residenti e visitatori nel cuore della Sila. Lo storico rifugio di Fago del Soldato, tra i luoghi più riconoscibili della montagna calabrese, riapre grazie al progetto di riqualificazione promosso da Snow Touring S.r.l., che ha scelto di restituire alla comunità un luogo profondamente legato alla storia del territorio, trasformandolo in una destinazione capace di vivere durante tutto l’anno.

Il progetto nasce con un’idea precisa: recuperare l’identità della Pagliara senza trasformarla in qualcosa di diverso. Il progetto architettonico per la ricostruzione è stato curato dall’Arch. Rossella Vattimo, che ha scelto di valorizzare gli elementi architettonici che nel tempo ne hanno costruito l’immagine, preservandoli e affiancandoli da una nuova visione dell’ospitalità, in cui accoglienza, ristorazione e valorizzazione del territorio diventano parte dello stesso racconto.

Più che recuperare un edificio, l’obiettivo è restituire alla Sila un luogo che appartiene alla memoria collettiva di intere generazioni.

La storia della Pagliara attraversa oltre sessant’anni di turismo silano.

Nasce negli anni Sessanta dall’intuizione di Michele Felicetti, diventando rapidamente una meta di riferimento per famiglie, escursionisti e sciatori. Negli anni Novanta vive una seconda stagione di sviluppo grazie al progetto “Magna Sila Progetto ’92”, promosso dall’allora sindaco di Spezzano Sila Aurelio Scrivano e realizzato con il determinante contributo dell’imprenditore Renzo Caligiuri, attraverso la collaborazione tra enti pubblici e investitori privati. Il nuovo impianto di risalita, le piste e i servizi turistici riportano il comprensorio tra i principali poli della montagna calabrese.

Il tragico incendio dell’ottobre 2010 interrompe improvvisamente questa storia. Da allora La Pagliara rimane chiusa per quasi sedici anni, continuando però a vivere nel ricordo di migliaia di calabresi che l’hanno attraversata, abitata e riconosciuta come uno dei simboli della Sila.

La sua riapertura rappresenta quindi molto più della restituzione di una struttura ricettiva. È la riattivazione di un luogo che ha contribuito a costruire l’identità turistica e sociale della montagna calabrese e che oggi torna ad affacciarsi sul futuro con una nuova funzione, mantenendo intatto il legame con la propria storia.

È proprio da questa visione che nasce anche la scelta di affidare il progetto gastronomico agli chef Eugenio Roncoroni e Cristina Giordano. L’obiettivo non era portare in Sila una cucina d’autore, ma costruire una proposta capace di interpretare il territorio con rispetto, mettendone al centro ingredienti, memoria e cultura gastronomica.

Cristina Giordano e Eugenio Roncoroni

«Non siamo arrivati in Sila con l’idea di portare la nostra cucina, né con la volontà di imporre uno stile riconoscibile. Abbiamo scelto l’approccio opposto: metterci in ascolto.

Per mesi il lavoro è stato quello di conoscere la montagna, i suoi ingredienti, la memoria custodita nelle cucine di casa, le ricette pastorali e le influenze della cultura ellenica che ancora oggi attraversano la gastronomia calabrese.» – Cristina Giordano

Da questo percorso nasce una cucina che si lascia guidare dal territorio. La firma degli chef non deriva dalla volontà di imporre un linguaggio personale, ma dallo sguardo con cui interpretano ciò che la Sila racconta.

«La nostra firma esiste, inevitabilmente, ma emerge dallo sguardo con cui abbiamo interpretato questi sapori: una lente fatta di esperienza, tecnica e curiosità, messa al servizio della Sila e non il contrario.»

La stessa filosofia attraversa l’intero progetto gastronomico. Il bistrot racconta la dimensione più spontanea e conviviale della montagna; il ristorante approfondisce quella ricerca attraverso un percorso in cui brace e fuoco diventano strumenti per valorizzare ingredienti, tecniche e tradizioni.

Tra i piatti trovano spazio preparazioni come la zuppa di siero di latte, il ragù di pecora con la stroncatura e i tagli cotti alla brace. Piatti che non cercano l’effetto, ma la memoria.

L’obiettivo è riportare alla luce sapori che rischiano di scomparire insieme alle persone che li hanno custoditi, trasformando la cucina in uno strumento capace di conservare e trasmettere il patrimonio gastronomico della montagna calabrese.

«Per noi la cucina è uno strumento per custodire la memoria di un territorio e trasmetterla alle generazioni future.» – Eugenio Roncoroni

Anche il legame con la Calabria nasce molto prima dell’apertura della Pagliara.

Il progetto è il risultato di relazioni costruite negli anni, a partire dall’amicizia con Roberto Davanzo e dagli incontri con Gianfranco Crudo e Michele Gonino, che hanno trasformato una frequentazione della Sila in una visione condivisa. Prima ancora che un progetto imprenditoriale, La Pagliara è il frutto di un rapporto costruito lentamente con questo territorio e con le persone che lo vivono.

Con la sua riapertura, La Pagliara torna così a essere un luogo della comunità.

Un luogo che custodisce la memoria della montagna calabrese, ma guarda al futuro attraverso una nuova idea di ospitalità. Un progetto nato per riportare vita dove per troppo tempo c’è stato silenzio e contribuire, ancora una volta, a fare della Sila una destinazione da vivere in ogni stagione.