CASSANO ALLO IONIO :: 04/10/2026 :: Tre giorni di musica, escursioni, archeologia e scoperta del territorio, con centinaia di visitatori tra il Pollino, Cassano all’Ionio e Sibari. Si è conclusa la rassegna itinerante che dal 2 al 4 ottobre ha costruito un percorso tra aree interne e costa, mettendo in collegamento alcuni dei principali attrattori naturalistici e culturali del territorio.
Dai boschi e dai geositi del Parco Nazionale del Pollino alle Grotte di Sant’Angelo, passando per il centro storico di Cassano all’Ionio, la Foce del Crati e il Parco Archeologico di Sibari. A fare da filo conduttore sono state la musica e una proposta di turismo lento fatta di escursioni, ciclopasseggiate, visite guidate, degustazioni e incontri con produttori e artigiani.
La manifestazione è stata organizzata e promossa da Catasta, l’impresa sociale che gestisce l’hub turistico del Parco Nazionale del Pollino a Campotenese di Morano Calabro e i welcome point del Parco Archeologico di Sibari e delle Grotte di Cassano. L’iniziativa è stata realizzata in partnership con il Comune di Cassano all’Ionio e i Parchi Archeologici di Crotone e Sibari, coinvolgendo associazioni, operatori turistici e realtà culturali del territorio.
«Si chiude una rete che lega il Pollino e la Sibaritide, passando finalmente anche per Cassano attraverso le Grotte», ha detto il sindaco di Cassano all’Ionio, Gianpaolo Iacobini, tracciando un bilancio della manifestazione.
Il primo cittadino ha sottolineato soprattutto la partecipazione registrata durante le giornate. «È stato un programma ricco in un territorio altrettanto ricco di itinerari: Sibari, le Grotte di Sant’Angelo, i percorsi in bicicletta. Tanta gente è arrivata proprio per conoscere questi luoghi. Il centro storico di Cassano è stato letteralmente preso d’assalto da centinaia e centinaia di visitatori provenienti da ogni angolo della Calabria».
La rassegna era partita il 2 ottobre da Catasta, nel cuore del Pollino, con attività outdoor, hiking e percorsi in bicicletta tra boschi e geositi UNESCO. La prima giornata si è conclusa con N.A.I.P., progetto musicale e performativo di Michelangelo Mercuri, che ha proposto una rilettura di Franco Costabile attraverso voce, elettronica, chitarra e loop.
Il giorno successivo il programma si è trasferito alle Grotte di Sant’Angelo di Cassano all’Ionio. In collaborazione con Felici & Conflenti è stata proposta un’esperienza immersiva all’interno della cavità, con una colonna sonora composta per lo spazio ipogeo da Christian Ferlaino e ascoltata dal pubblico attraverso una tecnologia wireless individuale.
Parallelamente, escursioni e ciclopasseggiate hanno interessato il territorio e il centro storico di Cassano. Il Local Market ha invece dato spazio ad aziende agricole e piccoli artigiani del gusto, affiancato dalle proposte gastronomiche della Pro Loco.
«Era questo il senso dell’iniziativa che avevamo candidato a finanziamento insieme agli amici di Catasta – ha aggiunto Iacobini – e che è stata premiata dal successo: mettere insieme tutto ciò che di buono offre il nostro territorio, dalle Terme al Parco Archeologico fino alle Grotte di Sant’Angelo, collegandolo al patrimonio del Pollino e alle comunità che lo abitano».
Nel pomeriggio spazio alla musica popolare con i suonatori di Alessandria del Carretto e della Sibaritide, in un percorso dedicato ai repertori e agli strumenti della tradizione pastorale e contadina. A chiudere la seconda giornata è stato Peppe Voltarelli, accompagnato da Giuseppe Oliveto alla fisarmonica e al trombone.
Per il sindaco, proprio le Grotte di Sant’Angelo rappresentano uno dei punti attorno ai quali costruire il rapporto tra costa e aree interne. «Non c’è alternativa se vogliamo davvero fare in modo che la costa si avvicini alle aree interne, in quell’abbraccio che la storia ci ha insegnato debba esserci tra Sibari e il Pollino».
Un rapporto che, secondo Iacobini, può essere ricostruito «attraverso la musica, la cultura e l’arte», ma soprattutto attraverso la presenza dei visitatori. «Abbiamo celebrato un matrimonio tra due territori all’apparenza lontani, ma che la storia ha voluto uniti e che noi continuiamo a volere uniti, perché crediamo che nell’armonia possa esserci la chiave per lo sviluppo di queste terre».
La terza e ultima giornata è iniziata all’alba alla Foce del Crati, nell’area dei Laghi di Sibari, con il concerto sulla spiaggia dell’ensemble di ottoni dell’Orchestra dei Fiati di Morano Calabro. A seguire, una visita guidata ha accompagnato i partecipanti alla scoperta della Riserva naturale.
Il centro della manifestazione si è poi spostato al Parco Archeologico di Sibari, con visite agli scavi e al Museo, laboratori per bambini e una lunga programmazione musicale aperta dall’Orchestra della scuola di Cassano diretta dal maestro Daniele Cirigliano.
A curare parte del cartellone è stato Open Sound, progetto nato nel 2019 in continuità con l’esperienza del Pollino Music Festival e dedicato all’incontro tra patrimoni sonori tradizionali e linguaggi contemporanei.
Sul palco si sono alternati ANTICO, con Alfio Antico, Lorenzo Urciullo (Colapesce) e Mario Conte; CCCC, progetto nato dall’incontro tra Chiara Civello e Clap! Clap!; Future Nomadz & Meg, con Frenetik, Orang3, Maqo e Meg; la performer vocale giapponese Hatis Noit e il Tarab Ensemble, trio formato da Federica Greco, Alessandra Colucci e Serena Lionetto.
La tre giorni ha così messo insieme luoghi e linguaggi diversi, dal patrimonio archeologico alle riserve naturali, dalla musica popolare all’elettronica contemporanea. Un itinerario dal Pollino alla Sibaritide che ha puntato soprattutto a trasformare la vicinanza geografica e storica tra costa e aree interne in una rete di promozione culturale e turistica del territorio.