SANTA MARIA DEL CEDRO :: 20/10/2026 :: La dignità del lavoro, il caro carburante, le difficoltà economiche delle famiglie e la richiesta di interventi concreti da parte delle istituzioni. Sono alcuni dei temi affrontati durante gli interventi al presidio di Santa Maria del Cedro, nell’Alto Tirreno cosentino, dove prosegue la mobilitazione degli autotrasportatori e dei cittadini contro l’aumento dei costi e il caro vita.
A prendere per primo la parola è stato don Fiorino Imperio, che ha richiamato l’attenzione sul valore del lavoro e sul carattere pacifico della protesta. “Qui si chiede soltanto il rispetto per il lavoro, la dignità del lavoro. Si sta protestando molto pacificamente, con grande rispetto, e vogliamo dare voce a chi ogni giorno porta in tavola l’essenziale per la nostra sopravvivenza, a chi lavora nei campi e a tutti coloro che faticano per il bene comune”, ha affermato il sacerdote.
“Non chiediamo miracoli, non chiediamo chissà che cosa, ma semplicemente il rispetto della dignità del lavoro”, ha aggiunto don Imperio, sottolineando l’importanza di rivendicare pacificamente i propri diritti.
Nel corso degli interventi sono emerse anche dure critiche alla classe politica e al Governo Meloni, accusati da alcuni manifestanti di non aver adottato misure sufficienti per contrastare l’aumento dei costi e sostenere lavoratori e famiglie. Uno dei partecipanti ha denunciato quella che considera una distanza sempre maggiore tra i privilegi della politica e le difficoltà quotidiane dei cittadini, chiedendo maggiore attenzione alle condizioni economiche di chi lavora.
Spazio anche alla voce dei giovani. Una ragazza ha evidenziato le difficoltà occupazionali, i salari insufficienti e i costi delle cure sanitarie. “Noi giovani non ce la facciamo più. Non abbiamo lavoro oppure, quando lo abbiamo, siamo sottopagati. Io sono una malata cronica e devo affrontare cure da 500 euro. Non è più possibile”, ha affermato.
La protesta, è stato ribadito durante gli interventi, non riguarda soltanto il prezzo del carburante, ma anche il costo della vita, la sanità, la scuola e le prospettive occupazionali delle nuove generazioni.
Tra i temi affrontati anche quello delle spese militari, con alcuni partecipanti che hanno espresso contrarietà alla guerra, chiedendo di destinare maggiori risorse ai servizi pubblici, alla sanità e all’istruzione.
Dai manifestanti è arrivato infine l’auspicio che la mobilitazione in corso nei diversi presìdi del Sud Italia possa portare a risultati concreti. Non è stata esclusa la possibilità di proseguire la protesta a oltranza, qualora non dovessero arrivare risposte alle richieste avanzate.