‘Ndrangheta: blitz nella Sibaritide, i nomi dei 41 destinatari delle misure cautelari.

CORIGLIANO ROSSANO :: 28/10/2026 :: Sono 41 le persone destinatarie delle misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nell’ambito dell’operazione condotta dai carabinieri del Raggruppamento operativo speciale (Ros) e del Comando provinciale di Cosenza contro le cosche della ‘ndrangheta operanti nella Sibaritide. I provvedimenti prevedono 24 custodie cautelari in carcere e 17 arresti domiciliari.

Tra i destinatari figurano il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, e il consigliere comunale Pietro Lucisano, entrambi ai domiciliari. Nell’inchiesta è coinvolto anche Damiano Pepe, ritenuto dagli investigatori un esponente di spicco della criminalità organizzata di Cassano allo Ionio, rimasto ferito nell’agguato del 24 ottobre scorso in contrada Lattughelle, nel quale è stata uccisa la compagna Silvana Sibarelli.

Secondo quanto riportato da CosenzaChannel, i destinatari della custodia cautelare in carcere sono Aldo Abbruzzese, Pietro Attadia, Giorgio Arturi, detto “Massimo”, Rocco Azzaro, Luigi Benemerito, Carmine Civale, Giovanni Chiaradia, Piero Francesco Chiaradia, Giovanni Covello, Augusto De Simone, Francesco De Vincenti, Giuseppe Ferrante, Salvatore Galluzzi, Carmine Ginese, Francesco Le Pera, Annibale Matalone, Damiano Pepe, Natale Perri, Giuseppe Sammarro, Alfonso Scarcella, Pasquale Semeraro, detto “Nino”, Vincenzo Sibarella, Francesco Sommario e Antonio Manuel Spina.

Gli arresti domiciliari sono stati disposti per Mario Alonia, Antonio Angiò, Domenico Arcidiacono, Antonio Azzaro, Luigi Benincasa, Domenico Catalano, Vincenzo Curia, Walter Giovanni La Fauci, Pietro Lucisano, Manuel Intrieri, Antonio Martino, Giovanni Maulicino, Antonio Mingrone, Marcello Pepe, Sandro Sibarelli, Flavio Stasi e Santo Straface.

Nell’ordinanza figura anche Silvana Sibarelli, deceduta nell’agguato di Cassano allo Ionio e dunque non compresa tra le persone arrestate.

Le accuse ipotizzate a vario titolo comprendono associazione mafiosa, omicidio, detenzione e porto di armi da fuoco, estorsione, rapina, furto, intestazione fittizia di beni, procurata inosservanza di pena, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e patto elettorale politico-mafioso. Per alcuni dei reati vengono contestate aggravanti legate al metodo o alle finalità mafiose.

L’inchiesta, coordinata dalla Dda di Catanzaro, è stata condotta dai pubblici ministeri Alessandro Riello e Stefania Paparazzo. Le misure sono state disposte dal gip Fabiana Giacchetti sulla base dei gravi indizi di colpevolezza raccolti nel corso delle indagini. Resta ferma la presunzione di innocenza degli indagati fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.