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“Anziano ancora più a rischio” di Enrico Esposito

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di Enrico Esposito

La fase due della pandemia nasconde tante altre insidie. Intanto non consentirà di dare libero sfogo a comportamenti a stento frenati nella prima fase. Il virus per sua natura non conosce tempi e fasi come le sue vittime, va per conto proprio con ritmi e andamenti imprevedibili. Nella fase due ancora una volta saranno gli anziani ad essere più in pericolo. Specialmente se soffrono di patologie pregresse e croniche.

Fin dall’inizio sono stati i più colpiti gli over 65, in maggior misura in un paese di anziani come l’Italia che ne registra uno su quattro. Se poi si considera quello che è accaduto e continua ad accadere nelle Rsa, usate come dependences degli ospedali per sopperire alla mancanza di posti letto, il problema della cura dei nonni reclama una sua assoluta priorità. Molti di loro si trascinano malattie croniche, come la cardiopatia ischemica, il diabete e altre, che inevitabilmente aggravano il quadro d’insieme, in quanto le cronicità sono causa di facilitazione e velocizzazione delle infezioni in generale e del virus covid-19 in particolare.

Gli esperti sono al lavoro per suggerire alla politica sanitaria le misure idonee ad affrontare la seconda fase infettiva, con graduali aperture e senza ulteriori rischi per la salute. Il distanziamento sociale sarà sicuramente una di queste. Nonni e nipotini potranno vedersi ma alle dovute distanze: niente abbracci e baci ma solo saluti castigati con le mani e son il sorriso negli occhi, da lontano. Sarà senza dubbio una sofferenza, se possibile ancora più grande. Non c’è nulla che possa sostituire il valore e il significato di una carezza. Già ora gli anziani vedono figli e nipoti con smart, skype e altro.

Un rimedio senza dubbio accettabile, ma con il desiderio destinato a rimanere tale della vicinanza, la sola reale moltiplicatrice di affetto. Ma così sarà e converrà prepararsi per dissimulare il disappunto degli anziani, presentare tutto come un gioco, promettendo con il dubbio nel cuore che tutto ben presto passerà. Si suggerisce ai vecchietti di prendersi cura di orti e giardini, ma di evitare di andare al bar, al centro anziani o a ballare come si faceva prima. Tutt’al più potranno declamare qualche filastrocca ai più piccoli, ma sempre a distanza e in mascherina. Forse potranno anche giocare con le mascherine al vecchio nascondino e aspettare tempi migliori. E’ bene preservarli, gli over 65, per tutto quello che rappresentano.

Già si parlava di grossa perdita del patrimonio memoriale registrata con i tanti decessi di anziani, non solo in Italia. Evitare che tale perdita assuma proporzioni ancora maggiori sarà il tema dominante nelle prossime settimane. Invecchiare è un privilegio, invecchiare bene è un dovere sociale. Oggi abbiamo tutti l’occasione di mostrare quanto siamo capaci di fare per preservare gli anziani. Il loro ruolo nell’educazione dei minori, nella capacità di trovare sempre le parole giuste per lenire le sofferenze dei più piccoli le loro prime delusioni, ma anche di lodare i loro primi successi e spronarli a fare sempre meglio, questo ruolo è quanto mai prezioso. Non lo possiamo perdere.

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