Belvedere Marittimo: incontro sulla legalità ai Licei Campanella con la testimonianza di Giuseppe Costanza. (VIDEO)

BELVEDERE MARITTIMO :: 09/02/2026 :: Si è svolto, presso i Licei Tommaso Campanella di Belvedere Marittimo (Cs), l’incontro dal titolo “Il silenzio è mafia”, promosso e organizzato dal Comando di Polizia Locale del Comune di Belvedere Marittimo. Un evento intenso e partecipato, che ha coinvolto studenti, docenti, istituzioni e rappresentanti del mondo civile e religioso, lasciando un segno profondo nella comunità scolastica e cittadina.

Momento centrale dell’iniziativa è stata la testimonianza di Giuseppe Costanza, autista personale del giudice Giovanni Falcone e sopravvissuto alla strage di Capaci, che ha ripercorso con grande lucidità ed emozione gli istanti precedenti e successivi all’attentato mafioso del 23 maggio 1992. Un racconto diretto, umano e toccante, capace di rendere vivo il ricordo di Falcone e di ribadire il valore della memoria come strumento di impegno civile.

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali del sindaco Vincenzo Cascini, del comandante della Polizia Locale Fabio Ragone, del vicecomandante Simone Biancamano e della dirigente scolastica Anna Carnevale, che hanno sottolineato l’importanza di iniziative come questa nel percorso di formazione delle giovani generazioni.

Tra gli interventi si sono distinti quelli di Franco Cassano, dirigente del Commissariato di Paola, e del procuratore della Repubblica di Paola Domenico Fiordalisi, che hanno offerto una riflessione sul ruolo delle istituzioni nella lotta alla criminalità organizzata. Significativo anche il contributo di Mons. Stefano Rega, vescovo della Diocesi di San Marco Argentano-Scalea, che ha richiamato i valori etici e morali della legalità e della responsabilità individuale.

Le conclusioni sono state affidate a Giuseppe Bonfilio e Miriam Palumbo, segretari generali vicari Diccap-Sulpm, mentre a coordinare i lavori è stata la docente Raffaela Sansoni, che ha guidato con equilibrio e sensibilità il dibattito.

L’evento ha rappresentato un’importante occasione di educazione alla legalità, ribadendo con forza che il silenzio, l’indifferenza e la rassegnazione alimentano la mafia, mentre la conoscenza, la memoria e la partecipazione sono strumenti fondamentali per contrastarla.