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CASTROVILLARI :: 22/01/2008 :: Da anni “il riccio” lotta contro incenerimento, megadiscariche e megaimpianti, dietro cui non c’è la soluzione dello smaltimento dei rifiuti, ma solo arricchimento di pochi e traffici illeciti.Negli ultimi giorni, sulla scia dell’emergenza rifiuti della Campania, sembra che la nostra regione sia in preda alla più completa confusione mentale:-Rifiuti campani accettati, ma”senza fissa dimora”, con le più varie e variabili destinazioni, tra cui anche la discarica di Castrovillari, per la verità chiusa da anni per i residenti, che devono conferire a Crotone.

-Promozione dell’incenerimento come apparente unica soluzione, malgrado sia la più lunga da realizzare, la più costosa, la più inquinante, la più diseducativa,la più pericolosa per la salute… insomma la peggiore possibile.-Sindaci allo sbaraglio, che offrono, all’insaputa dei concittadini, il loro comune come sede di termovalorizzatori, promettendo sgravi delle bollette, ma preparando ai loro agricoltori la”svalorizzazione” delle terre e dei loro prodotti, per non parlare della salute… di cui il sindaco dovrebbe essere il primo garante!Eppure ormai è provato da una miriade di lavori scientifici quanto un inceneritore sia dannoso e come questa soluzione di smaltimento dei rifiuti debba essere considerata solo come “ l’ultima spiaggia”. Nel nostro territorio incenerire sarebbe la scelta più insensata : bassa densità abitativa (un terzo circa rispetto a Lombardia e Campania), difficoltà nei trasporti, sede di Parco Nazionale e di Distretto Agroalimentare di Qualità…Sarebbe ora di costruire le filiere di smaltimento per la raccolta differenziata, invece di agitare strumentalmente lo spauracchio: “se non costruiamo l’inceneritore finiremo come a Napoli!”.La nostra realtà è ben diversa e ancora sanabile. La sola provincia di Napoli ha più di tre milioni di abitanti contro i nostri due in tutta la regione; la nostra economia non è industriale ed i nostri rifiuti procapite sono sotto la media nazionale (e un terzo di quelli di Brescia).Per propagandare gli inceneritori (o termovalorizzatori: cambia il nome, ma il danno è lo stesso) si parla di Brescia…area industriale inquinata da decenni, con l’aria peggiore della Lombardia e la diossina nel latte vaccino: sarebbe un affare per la nostra Centrale del latte! Paul Connett ha dimostrato che in un solo litro di  latte c’è la diossina che una mucca ha respirato in otto mesi.Si parla di Venezia, che da sola ha gli abitanti di tutta la provincia di Cosenza e che ospita ventitre milioni di turisti all’anno, con i loro rifiuti…E ancora si dichiara che l’inceneritore di Brescia  è “ campione del mondo”, avendo vinto il “ Wtert 2006 Industry Award”, ma l’ente premiatore ha tra gli sponsor l’azienda produttrice dell’impianto.Mentre Federambiente, l’associazione dei gestori di servizi  igienico-ambientali ( fra cui Asm di Brescia) ci vuole convincere dallo schermo tv che gli inceneritori non fanno male.Perché, invece di fare da vuota cassa di risonanza di interessi non nostri, che non trovano nessuna collocazione razionale nella nostra realtà, non cerchiamo di elaborare la soluzione idonea al nostro territorio? “il riccio” sostiene da anni una proposta compatibile con la nostra terra e tecnicamente ben realizzabile:  piccoli ambiti di smaltimento; raccolta differenziata “porta a porta” con riutilizzo dei materiali e compostaggio di qualità, senza produzione di cdr (combustibile da rifiuti), senza incenerimento e con trattamento del residuo non riciclabile; gestione pubblica e commissione di controllo con rappresentanti delle associazioni di volontariato, ambientaliste, produttive e delle organizzazioni sindacali.

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