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Catanzaro :: Felice Sità interviene su Villa Nuccia.

CATANZARO :: 10/02/2010 :: Si fa difficoltà a comprendere la ratio della revoca, da parte della regione, “dell’autorizzazione sanitaria all’esercizio” della clinica Villa Nuccia. La stessa, è bene rammentarlo, avviene dopo la chiusura di Villa San Vincenzo e Villa Puca, strutture che ospitavano, anche loro, pazienti con problemi psichiatrici.

Ci si chiede: vi è stata una pianificazione volta all’inserimento dei pazienti in altre strutture pubbliche in grado di gestire le loro patologie?; si è pensato allo stato di difficoltà delle famiglie dei pazienti che, in assenza di un’adeguata assistenza farmacologia e psicologica, possono rappresentare un serio pericolo sociale?; si può, con un decreto, abbandonare al loro destino le famiglie ed i pazienti, già colpiti da un male oscuro, facendo quasi credere che la patologia mentale e lo stato di malessere che ne consegue è stata sconfitta e che, pertanto, le case di cura sono superflue? Ed ancora: si è pensato alle famiglie dei dipendenti che, in assenza di un progetto volto alla loro ricollocazione, e senza un sostegno economico avranno serie difficoltà reperire i mezzi economici necessari per il loro sostentamento? E che dire, poi delle ricadute sociali che vive la zona di Mater Domini che, dopo la chiusura delle altre case di cura e dell’ex Villa Bianca ha visto gli operatori economici chiudere i battenti con la conseguenza della perdita di altri posti di lavoro?  Tutte domande che, per un cinico disegno, non riescono a trovare adeguate risposte. Risposte che, un governo regionale  allo sbando, tesa in questo momento più alla sua autoconservazione, sarebbe tenuta a dare se non fosse impegnata ad operare, in modo disinvolto, ad attuare provvedimenti e comportamenti utili al recupero di un consenso che, a causa di una cattiva amministrazione ha perso. Alla luce degli eventi, Democrazia e Centralità, esprime solidarietà alle famiglie dei pazienti e a tutti i lavoratori che rischiano il licenziamento preannunciando la richiesta, al sindaco Rasoio Olivo,  di una immediata conferenza dei servizi utile a mettere a punto una serie di richieste che, un consiglio comunale, convocato allo scopo dovrà sottoporre alla regione per impedire la scellerata chiusura della casa di cura Villa Nuccia.