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Catanzaro :: Giornalisti: cronista Quotidiano, noi indifesi minacce dal sistema e dai politici.

CATANZARO :: 09/02/2011 :: ''Fare la cronaca in una terra come la Calabria vuol dire anche affrontare il confine tra il bene e il male. E poi c'e' la zona grigia''. Così Giuseppe Baldessarro, redattore del Quotidiano della Calabria, commenta da Roma la notizia dell'agguato di questa mattina a Reggio Calabria all'imprenditore Tiberio Bentivoglio.

I due, racconta lo stesso giornalista, si sono conosciuti in occasione di una delle molte inchieste seguite da Baldessarro, che appena un anno fa ha ricevuto una busta minatoria con tre proiettili, probabilmente proprio per avere scritto di scambi fra esponenti politici e uomini del clan di Pietrastorta alle elezioni regionali del 2005. ''Ho appena sentito Bentivoglio e mi ha assicurato che sta bene'', prosegue Baldessarro intervenendo al convegno 'Notizie che disturbano e i giornalisti minacciati. Italia e Spagna', promosso dall'osservatorio Ossigeno per l'informazione. ''Le minacce – dice ancora – nel nostro mestiere non arrivano solo dalla criminalità, da quella di difendiamo. Le minacce arrivano dal Sistema, arrivano dai politici che telefonano al direttore e insinuano sul tuo lavoro. Purtroppo non abbiamo strutture che ci difendono: Ordine e sindacato sono assolutamente assenti. La Calabria – spiega il giornalista – non e' una terra normale, ci sono i massimi vertici della criminalità organizzata, la classe politica più corrotta al mondo, da qui passano tutti gli investimenti della mafia e la gente non e' solidale con chi ne scrive. L'unica via per il futuro sono i giovani giornalisti. Dobbiamo farli crescere autorevoli, professionali, sempre impeccabili in modo da non poter essere messi in discussione. Solo così noi questi li mandiamo via e ci riprendiamo la nostra terra''.