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Catanzaro :: Spirlì: “Il 14 febbraio data migliore per le regionali in Calabria”.

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CATANZARO :: 18/11/2020 :: “La maggioranza, anche in Consiglio regionale, ha chiesto il 14 febbraio salvo emergenze, ritengo che sia mio dovere e mio compito segnalare quella data come quella scelta dai calabresi per andare al voto”. Lo ha annunciato il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, intervenendo Sky Tg 24 Start, rispondendo a una domanda sulla possibile data del voto delle Regionali. “La Calabria – ha detto Spirlì – andrà al voto, le forze politiche si sono incontrate, io ho incontrato tutti i capigruppo, sia maggioranza sia di opposizione. C’è una data piu’ o meno concordata, sicuramente tra tutte le forze di maggioranza, quelle di minoranza comunque hanno segnalato una necessita’ di andare al voto al piu’ presto, per cui io entro domani incontrero’ il presidente della Corte d’appello, segnalero’ la data che mi e’ stata segnalata. Non e’ un fatto privato: la maggioranza, anche in Consiglio regionale, ha chiesto il 14 febbraio salvo emergenze, ritengo – ha concluso il presidente facente funzioni della Regione Calabria – che sia mio dovere e mio compito segnalare quella data come quella scelta dai calabresi per andare al voto e poi attendiamo la conferma che lo si possa fare”.

Spirlì: “Basta carosello veneziano su commissari”

“I sindaci sono in viaggio e saranno a Roma per rappresentare tutta la popolazione calabrese che è davvero stremata da questo carosello veneziano di cavallini imbizzarriti, perché non si può giocare con la vita delle persone”. Ha detto ancora il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, intervenendo a Sky Tg 24 Start, con riferimento alle ultime vicende della sanità calabrese, alle prese con un autentico “valzer” di commissari. “Il commissario ad acta – ha sostenuto Spirlì – ha in mano tutta l’organizzazione della sanità in Calabria, è responsabile del piano emergenza Covid e al momento siamo l’unica Regione che non ha un piano di emergenza Covid. Come Giunta e presidenza ci siamo assunti una responsabilità grande di andare a reperire posti in ospedale e l’arruolamento di personale, ma oltre quello non possiamo andare perché non abbiamo competenze. Veramente, questo balletto strano di commissari che si sono dimostrati scelte sbagliate una dopo l’altra non ha fatto bene e non fa bene ai calabresi, che invece – ha osservato il presidente facente funzioni della Regione Calabria – stanno proponendo da settimane una gestione condivisa tra Regione e governo che sia preparatoria per la restituzione della sanità alla Calabria. La Regione gestisce agricoltura, cultura, commercio, welfare, trasporti, eccetera, stranamente solo per la gestione della sanità sembra che qui ci siano degli imbecilli, dei ‘minus habens’ che non posso gestire la cosa pubblica. Capisco che ci siano state delle generazioni di politici che ha trattato la mala politica, la peggiore politica però poi ha ceduto il passo al peggiore commissariamento, che in 11 anni ha aggravato la situazione”. Con riferimento all’accordo tra Emergency di Gino Strada e Protezione civile per l’emergenza in Calabria, Spirlì ha rilevato: “Credo che Strada si occuperà per conto del governo di quello che più gli è consono  maggiormente consocie, gli ospedali da campo e tutto quello che può riguardare l’emergenza, emergenza per la quale abbiamo già ottenuto grandi aiuti. C’è l’Associazione nazionale dei carabinieri con 9mila volontari messi tutti a disposizione e anche loro hanno grandi competenze, per cui metteremo a disposizione dei calabresi tutto quello di cui hanno bisogno. Però resta il fatto che ognuno deve stare nelle proprie competenze  e stabilire insieme chi dovrà traghettare in questo periodo la sanità, quindi questa volta ascoltino anche il consiglio e la richiesta della Regione Calabria”. Spirlì ha poi specificato che “la sanità si è mostra malata in tutt’Italia, in gran parte delle regioni d’Italia, facendo vedere criticità allucinanti: gente che muore nelle corsie, mancanze di personale. In questo momento non c’è una Regione che non dica di essere al collasso. Anche in Calabria abbiamo eccellenze, vere, reali, riconosciute, queste vanno preservate dal giudizio critico negativo sulla sanità, che credo – ha concluso il presidente facente funzioni della Regione – si possa spalmare dalle Alpi alle Piramidi, da Bolzano fino a Lampedusa”.

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