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Cosenza :: Sanità: intervento del Movimento Politico Culturale “LiberiAamo l’Italia.

COSENZA :: 01/09/2011 :: Più volte, nel recente passato, ci siamo interessati al problema del riordino della rete ospedaliera calabrese e del relativo piano di rientro dal debito sanitario, sottolineando l’irrazionalità, il pressapochismo e la derivante pericolosità per la salute pubblica di una rete ospedaliera manifestamente illogica, sulla quale, spero, non si perseveri nel voler sostenere.

Credo che le identiche sentenze (vere fotocopie) del T.A.R. dell’Abruzzo n. 292/201, così come quella del T.A.R. Molise, servano a tutti per un momento di riflessione e per ovviare alla macelleria sanitaria che si cerca, credo inconsapevolmente, di consumare in Calabria. Infatti, dette sentenze, avranno sicure conseguenze in tutte le regioni i cui tribunali amministrativi devono discutere i ricorsi avverso i piani di riordino delle reti ospedaliere, a meno che non si immaginino modi diversi di giustizia amministrativa. Le sentenze, sostanzialmente, sostengono: 1) per risanare bisogna prima riorganizzare e riqualificare i servizi, non semplicemente tagliarli; 2) vanno salvaguardati i L.E.A. (Livelli Essenziali di Assistenza) tenendo conto delle condizioni geografiche del bacino d’utenza, cioè delle condizioni di isolamento e di difficoltà dei collegamenti nel territorio, per non calpestare quanto previsto dall’art. 32 della Costituzione, preservando a tutti il diritto di essere curati; 3) va salvaguardato il principio che un organo amministrativo non può modificare le leggi esistenti e solo il Consiglio regionale ( in questo caso della Calabria) può modificare con legge il locale sistema sanitario. A questo punto, perchè non si accumulino ritardi a quelli atavici di questa Regione, ci si augura che il Governatore Scopelliti, nella Sua veste di Commissario ad acta della sanità calabrese, abbandoni quella che appare una  personalizzazione del problema, ubbidendo ai dettami del Governo nazionale, e diventi autorevole portavoce presso lo stesso governo nazionale sulla impossibilità ad uniformarsi a quanto sembra una moda che sfrutta un pretesto validissimo, cioè il riordino dei conti della sanità calabrese, per modificare, di fatto, il S.S.N.. Infatti si sta cercando di passare da un sistema universale, nel senso che tutela tutti i cittadini, ad un sistema a due velocità: universale per le tasse che si pagano, lobbystico per chi ne usufruisce bene (quelli che pagano le prestazioni) e per chi ne gestisce i guadagni, cioè i grandi gruppi sanitari privati. Voglio solo ricordare che le “mode”, in passato, hanno prodotto danni, per poi essere bocciate dalle sentenze e dalle indagini giudiziarie. Le sentenze sopra ricordate mettono a serio rischio di annullamento  tutto ciò che è stato deciso modificando d’ufficio le leggi esistenti, come quella della rete ospedaliera. Presidente, accolga il nostro invito: lasci la carica di Commissario ad acta della sanità e restituisca al Consiglio regionale dignità legislativa sulla sanità.

Il Promotore Nazionale
Dott. Vincenzo Cesareo