Dall’isola linguistica occitana un festival per pensare il mondo: al via l’8ª edizione del Festival delle Riforme Culturali.

GUARDIA PIEMONTESE :: 30/05/2026 :: Dall’5 al 7 giugno 2026, Guardia Piemontese (Cs) ospita tre giorni di incontri, escursioni e dibattiti. Al centro della rassegna il ruolo di donne, giovani e fede per lo sviluppo sostenibile, nell’Anno Internazionale dei Volontari ONU.

Rigenerare i modelli di sviluppo partendo dai margini, custodi di memoria e resilienza. Torna a Guardia Piemontese, l’unica isola linguistica occitana del Sud Italia e Città Europea della Riforma, il Festival delle Riforme Culturali (CFR). Giunta alla sua ottava edizione, la manifestazione promossa dal Centro Culturale Valdese “Gian Luigi Pascale”, in collaborazione con il Comune di Guardia Piemontese, si propone ormai come punto di riferimento nazionale e internazionale per il dialogo intergenerazionale, la tutela ambientale e la democrazia culturale.
Il focus di quest’anno, intitolato “Le donne, i giovani e la fede per lo sviluppo sostenibile”, si inserisce perfettamente nel 2026, proclamato dall’Assemblea Generale ONU “Anno Internazionale dei Volontari per lo Sviluppo Sostenibile”. In un’epoca di policrisi, il Festival scommette sulla forza dei giovani e sullo sguardo delle donne, storicamente orientati alla cura delle alterità, per tracciare percorsi alternativi alle logiche estrattive e predatorie del nostro tempo.
«Il Festival non cerca il grande richiamo mediatico o lo spettacolo fine a se stesso» – spiegano gli organizzatori – «ma privilegia l’incontro autentico e l’approfondimento. Guardia Piemontese, comunità calabrese di origine valdese che subì una durissima repressione nel XIV secolo, è il luogo ideale: un simbolo di resistenza culturale e linguistica dove la memoria si fa motore di futuro».
I grandi temi e gli ospiti internazionali
Sotto la direzione scientifica del linguista Giovanni Agresti (Université Bordeaux Montaigne / Università “Federico II”) e la direzione artistico-organizzativa di Gabriella Sconosciuto, l’edizione 2026 vanta un parterre di assoluto rilievo.
Tra gli ospiti principali: Maria Bonafede, prima donna in Italia a ricoprire la carica di Moderatora della Tavola Valdese; la professoressa Wanda Balzano (Wake Forest University, USA); l’attivista tunisina Samia Maamer (INNER); Renata Ciaccio, docente di Storia presso l’Università della Calabria, Renata De Rugeriis, Linguista e docente universitaria (Università di Urbino), attivista per i diritti umani (Amnesty international), il divulgatore scientifico e ambientalista Franco Borgogno; lo scrittore e archeologo Pierfranco Bruni, Luigia Caponi, European project manager, e il musicista e attivista rom Gennaro Spinelli. Parteciperanno attivamente anche le associazioni LEM-Italia (Lingue d’Europa e del Mediterraneo), da vent’anni in prima linea per i diritti linguistici e NED (New European Dream), Associazione che crea sinergie tra territori, istituzioni locali ed europee.
I punti salienti del programma
Venerdì 5 giugno: La Giornata della Memoria. La prima giornata, curata dalla Regione Calabria, inizierà alle 10:00 con la deposizione della corona alla Roccia di Val Pellice e l’inaugurazione delle “Pietre della memoria”.
Seguirà un Percorso storico-culturale con la narratrice Angelica Artemisia Pedatella. A conclusione ci sarà momento di confronto istituzionale sul quadro normativo delle minoranze linguistiche e sulla memoria delle radici alla presenza di esponenti del Governo, della Regione
Calabria e della Provincia di Cosenza.
Tra i vari relatori, parteciperà al confronto, moderato da Marco Fratini, storico della Fondazione Centro Culturale Valdese, Nicolina Signoretta – Dirigente della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Chiuderà i lavori Gianluca Gallo, Assessore della Regione Calabria con delega alle minoranze linguistiche.
Alle 18:00 il Festival valicherà i confini cittadini per una visita guidata a Lungro, cuore della comunità arbëreshë e del rito bizantino accompagnati da Papas Pietro Lanza, Vicario dell’Eparchia di Lungro, Anna Stratigò, cantautrice, Custode della cultura Arbëreshe e Rosa Carbone Presidente della Proloco Arberia di Lungro.
Sabato 6 giugno: Natura, ecologia e linguaggi. La mattina sarà dedicata al trekking culturale sui Sentieri Valdesi (Località Laghicello di Fuscaldo), arricchito da intermezzi musicali dei giovani del progetto Erasmus MUS LaMiRé e dialoghi ambientali e culturali con esperti e con il CAI.
Nel pomeriggio (ore 16:30), l’Hotel Mediterraneo (Guardia marina) ospiterà la conferenza internazionale “Lo sguardo femminile per lo sviluppo sostenibile dei territori”, con focus su buone pratiche italiane e tunisine. In serata, spazio alla poesia e alla musica popolare del Sud con il musicista Massimo Ferrante.
Domenica 7 giugno: Donne e trasmissione della memoria. La sessione conclusiva (ore 10:00 presso la Sala Consiliare del Comune) indagherà il ruolo storico e contemporaneo delle donne nella Chiesa Valdese e nella conservazione del patrimonio linguistico e materiale, tracciando un ponte ideale fino alla comunità italo-americana di Valdese in North Carolina.
L’occitano di Guardia Piemontese, sopravvissuto a quasi sette secoli di isolamento ed eradicazione, sarà il vero filo rosso del weekend. Valorizzato non come fossile da museo, ma come “conoscenza raffinata del territorio” e collante sociale, la lingua locale prenderà vita attraverso incontri, visite guidate al centro storico e al locale Museo Valdese.
Il Festival vedrà inoltre il coinvolgimento attivo delle scuole del territorio, come l’I.C. “Gaetano Cistaro” di Guardia Piemontese e il Polo Tecnico Professionale “Rambaldi-De Fazio” di Lamezia Terme, a dimostrazione del forte legame con le nuove generazioni.