Droga: operazione “Gear”, Cassazione annulla sentenza d’appello e dispone nuovo giudizio per tre imputati.

REGGIO CALABRIA :: 19/04/2026 :: Nuovo sviluppo giudiziario nel procedimento penale denominato “Operazione Gear”, scaturito da un’indagine su un presunto traffico organizzato di sostanze stupefacenti tra Gioia Tauro, Palmi e Rosarno.

La Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione, all’udienza del 17 aprile 2026, ha annullato la sentenza di secondo grado emessa dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria, disponendo il rinvio per un nuovo esame limitatamente alle posizioni di Pisano Salvatore, Bruzzese Alessandro e Cilona Michele, unici imputati ad aver presentato ricorso.

Il procedimento si era concluso in primo grado con la sentenza del Tribunale di Palmi del 21 luglio 2022, che aveva riconosciuto l’esistenza di un articolato sodalizio dedito al traffico di stupefacenti, contestando anche il reato associativo di cui all’articolo 74 del D.P.R. 309/1990 e diversi episodi di detenzione e cessione di droga. In quella sede erano state inflitte pene fino a 18 anni di reclusione per Cilona, 12 anni e 6 mesi per Bruzzese e 3 anni per Pisano.

Successivamente, la Corte d’Appello di Reggio Calabria, con sentenza del 13 novembre 2024, aveva parzialmente riformato la decisione, riducendo le pene ma confermando l’impianto accusatorio fondato su intercettazioni telefoniche e ambientali e su riscontri investigativi relativi alla gestione delle forniture e alla rete di distribuzione della droga sul territorio.

Contro la decisione di secondo grado hanno quindi proposto ricorso per Cassazione i tre imputati, assistiti dagli avvocati Vladimir Solano (per Cilona) e Stefania Gullo, con la collaborazione di Simona Figliucci (per Pisano e Bruzzese).

Accogliendo le doglianze difensive, la Suprema Corte ha ritenuto necessario un nuovo esame delle responsabilità penali, annullando la sentenza impugnata con rinvio ad altra sezione della Corte d’Appello di Reggio Calabria.

Le motivazioni della decisione saranno depositate nelle prossime settimane e chiariranno le ragioni dell’annullamento, che potrebbero riguardare vizi di motivazione, la valutazione del materiale probatorio o la qualificazione giuridica dei fatti.

Il procedimento torna così davanti ai giudici di secondo grado, chiamati a riesaminare le posizioni dei tre imputati alla luce dei principi di diritto che saranno fissati dalla Cassazione, riaprendo uno scenario processuale di rilievo in un’inchiesta che aveva segnato un punto fermo nella repressione del traffico di droga nella Piana di Gioia Tauro.