Gioia Tauro: Potere al Popolo Calabria, “Porto non sia complice del genocidio”.

GIOIA TAURO :: 19/03/2026 :: “Il porto di Gioia Tauro non deve essere impiegato come punto logistico al servizio di operazioni belliche e non deve diventare complice del genocidio in corso a Gaza”. Lo afferma, in una nota, Potere al Popolo Calabria, intervenendo sulla vicenda dei container sospetti bloccati nei giorni scorsi nello scalo calabrese.

Secondo il movimento, la campagna internazionale “No Harbor for Genocide” aveva segnalato la presenza di cinque container, poi divenuti otto nell’ambito degli accertamenti, contenenti materiale destinato a Israele. La nave MSC Lucy, sulla quale erano imbarcati i container, riferisce Potere al Popolo Calabria, li ha scaricati dopo un’inchiesta giornalistica ripresa anche dai sindacati Usb e Orsa, che avevano chiesto un’ispezione.

Oggi, nell’area portuale di Gioia Tauro, si è svolto un confronto tra una parlamentare del Movimento 5 Stelle, rappresentanti di Usb e Orsa Porti e responsabili dell’Agenzia delle Dogane e della Guardia di Finanza. Nel corso dell’incontro, secondo quanto riferito nella nota, le autorità competenti hanno confermato il blocco dei container e l’avvio di verifiche sul loro contenuto.

“È stato accertato – sostiene Potere al Popolo Calabria – che gli otto container contengono barre d’acciaio, la cui natura è oggetto di ulteriori approfondimenti tecnici”. Resta da verificare, aggiunge il movimento, se si tratti di acciaio balistico o di leghe progettate per impieghi militari, materiali che, se confermati, rientrerebbero nella disciplina della legge 185 del 1990 in materia di esportazione, importazione e transito di armamenti.

Nella nota si richiama inoltre la provenienza del materiale dall’azienda indiana R L Steels & Energy Ltd di Aurangabad, indicata come fornitrice del settore della difesa israeliano. Potere al Popolo Calabria collega poi la vicenda alla mobilitazione internazionale in corso in altri porti europei, da Valencia al Pireo, fino al Portogallo, dove – sostiene – sarebbero state avviate iniziative politiche e sindacali sul tema.

Il movimento chiama in causa anche il gruppo armatoriale MSC, concessionario del terminal di Gioia Tauro dal 2019 attraverso la holding Til, accusandolo di non avere interrotto le operazioni verso Israele. “È inaccettabile – conclude Potere al Popolo Calabria – che infrastrutture civili vengano destinate a traffici che favoriscono morte, distruzione e instabilità”. Annunciata infine la prosecuzione della mobilitazione nei prossimi giorni, in vista dell’arrivo di nuove navi.