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Guardia Piemontese: al via la quarta edizione del Festival delle Riforme Culturali.

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GUARDIA PIEMONTESE :: 28/05/2022 :: Dal 3 al 5 giugno 2022, si terrà nel centro storico di  Guardia Piemontese, la quarta edizione del “Festival delle Riforme Culturali” (CFR), organizzata dal Centro Culturale Gian Luigi Pascale in collaborazione con il Comune di Guardia Piemontese.

Da un’isola linguistica,  un Festival per pensare il mondo!

Il Festival, programmato con il prezioso contributo del Direttore Scientifico del Festival, il Prof. Giovanni Agresti (Université Bordeaux Montaigne e Università degli Studi di Napoli “Federico II”) e dell’Associazione LEM Italia, (Lingue d’Europa e del Mediterraneo),intende porsi come riferimento nazionale e, in prospettiva, internazionale per tutte quelle persone, giovani e meno giovani, che si riconoscano nell’istanza di produrre o incoraggiare cambiamenti culturali edificanti nella società contemporanea.

Non si tratta di una rassegna incentrata su eventi spettacolari o di grande richiamo mediatico. Il CFR privilegerà l’incontro autentico, di qualità, tra persone motivate; il confronto, il dialogo e l’approfondimento di temi di grande rilevanza e urgenza, che il Festival, di edizione in edizione, si sforzerà di collegare intimamente tra loro.

Oltre che possedere un’alta valenza simbolica, quanto mai coerente con lo spirito del CFR, lo scenario del Festival è un luogo di eccezionale bellezza paesaggistica e di straordinaria ricchezza culturale: Guardia Piemontese, isola occitana in Calabria, è una comunità di origine valdese (XIV secolo), teatro di una repressione religiosa particolarmente violenta all’epoca della Controriforma e scrigno che conserva sorprendenti sopravvivenze linguistiche e naturalistiche.

Il titolo di questa edizione è: « LIBERTÀ E CURA DELLE PAROLE »  Pensiero, linguaggio e diversità linguistico-culturale per curare le malattie globali contemporanee.

Il nostro tempo è minacciato da tre “crisi” globali:

1)            la distruzione dell’ambiente o ecocidio, i cui effetti cominciano a manifestarsi da alcuni anni in modo drammatico attraverso quelli che vengono chiamati, in modo eufemistico, “cambiamenti            climatici”, destinati a peggiorare in mancanza di una forte e coerente volontà politica di trasformazione radicale in chiave ecologica delle società;

2)            la minaccia politico-militare, che ha riportato in Europa la guerra e che ha rispolverato i più tremendi scenari atomici che ci si illudeva fossero da tempo archiviati;

3)            la minaccia pandemica, dalla quale non siamo ancora usciti e che, secondo il parere degli esperti, è solo la prima di una serie di pandemie “cui ci dovremo abituare”.

Queste tre “crisi”, che sono in realtà patologie ormai croniche delle nostre società (ecocidio, proliferazione degli armamenti, disfacimento dei sistemi sanitari nazionali e, più in generale, del legame sociale), oltre a essere in una certa misura collegate, presentano un comune denominatore: la centralità della parola e della comunicazione pubblica.

Non bisogna essere ingenui: a fronte di queste minacce globali, il linguaggio, il discorso, la scelta delle parole nella comunicazione privata e pubblica, non sono elementi così periferici come, superficialmente, si potrebbe essere tentati di credere: la propaganda di regime è un sostegno indispensabile all’azione politica e militare, in quanto sua legittimazione; una corretta comunicazione in ambito sanitario può molto concretamente salvare migliaia di vite o, al contrario, condannarle; la cosiddetta “transizione ecologica” non può essere facilmente accettata a meno di una paziente e capillare azione pedagogica e di un’altrettanto solida e convincente argomentazione.

Lo scenario attuale impone a tutti noi misura, sobrietà ed esigenza nell’uso delle parole. Non si può parlare di “dittatura [sanitaria]” in modo disinvolto, perché così facendo la nozione stessa di “dittatura” potrebbe essere depotenziata, banalizzata; come pure non si può dare a cuor leggero del “fascista”, del “nazista”, del “terrorista”… a chiunque metta in crisi, minacci, anche solo potenzialmente o ideologicamente, un determinato regime politico; come anche non si deve giocare in malafede con le parole; quanto all’ecocidio, esso non va camuffato per renderlo tollerabile o per integrarlo nel paradigma della società dei consumi (in analisi del discorso queste strategie vanno sotto il nome di greenwashing).

Durante la Quarta edizione del Festival delle Riforme Culturali di Guardia Piemontese, intendiamo interrogarci in profondità sulla tematica generale della “cura delle parole”, coinvolgendo in particolare alcune scuole, alunni e insegnanti, intorno a riflessioni ambiziose sull’importanza di un’educazione al buon uso del linguaggio e alla consapevolezza linguistica: consapevolezza e buon uso che, se opportunamente suscitati in particolare nelle nuove generazioni, sono ragionevolmente portatori di arricchimento reciproco, comprensione, dialogo, pacificazione sociale.

Tre giornate ricche di incontri, confronti, conferenze; visite guidate al centro storico di Guardia Piemontese e al Museo Valdese; altre animazioni culturali: musica, letture, mostre; spettacoli teatrali, concerto finale, presentazioni documentari sulla lingua occitana e sulle minoranze linguistiche calabresi, Atelier, escursione sui sentieri valdesi e tanto altro.

 

Ospiti e attività dell’edizione 2022

Associazione LEM-Italia (Lingue d’Europa e del Mediterraneo), impegnata da quasi quindici anni nella promozione della diversità linguistica in Italia e nel mondo. A essa si devono eventi scientifici internazionali come le Giornate dei diritti linguistici, il Primo Congresso mondiale dei diritti linguistici (2015), ma anche innovative forme di ricerca e comunicazione itinerante, le Carovane della memoria e della diversità linguistica. La «linguistica dello sviluppo sociale» è la scienza pratica, restituita in un volume pubblicato da Franco Angeli, che riassume le principali acquisizioni e i più significativi risultati di questi densissimi anni d’impegno.

Marco Fratini, Testimonial del Festival delle Riforme Culturali, laureato in Storia dell’Arte medievale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. Bibliotecario presso la Fondazione Centro Culturale Valdese (Torre Pellice, TO).

Angelica Artemisia Pedatella, Madrina del Festival, regista teatrale, attrice, autrice presso Compagnia Teatrale BA17, che nasce dall’esigenza di sperimentare un nuovo linguaggio; produce spettacoli dal vivo, prodotti audiovisivi, eventi culturali e di comunicazione, laboratori e workshop, promuovendo contenuti su temi di attualità, storia e valorizzazione del territorio.

Alfonso Tortora insegna Storia moderna e Storia globale presso l’Università degli Studi di Salerno. Si è interessato di valdismo mediterraneo tra secondo Medioevo e prima età moderna, pubblicando monografie e numerosi articoli apparsi in diverse sedi scientifiche nazionali ed internazionali. A questi temi di ricerca si lega il riconoscimento del prestigioso “Premio Cassese per la Storia moderna” 2003, concesso dalla Società Salernitana di Storia Patria.

Antonella Tredicine, insegnante di materie letterarie, e saggista, ha ideato e promosso progetti di innovazione, di ricerca-azione, convegni e laboratori multiculturali anche in coordinamento con diverse ONG. Ha al suo attivo vari interventi saggistici su riviste in ambito letterario, poetico, e numerosi articoli sull’esperienza didattica. A Pasolini ha dedicato moltissimi studi.

Annamaria Palmieri, già docente di Lettere nei licei e docente di letteratura italiana all’Università L’Orientale di Napoli, per dieci anni Assessora alla Scuola e all’istruzione del Comune di Napoli. Oggi dirige un Istituto Superiore a Torino. Ha al suo attivo diversi manuali scolastici, il volume Maestri di scuola, maestri di pensiero e La scuola tra letteratura e vita nella seconda metà del Novecento.

Claudia Farina, giornalista e scrittrice, è direttrice della rivista in tre lingue GardAmore. Specializzata in stampa turistica, cultura del vino, eresie medievali, Storia del Risorgimento. Per Cierre ha pubblicato di recente: Catari sul Garda; Maddalena l’apostola e il vescovo donna; Una storia, una bandiera; La svolta nei racconti di dieci donne; Boni Homini; Sulle tracce dei Catari e di Maria Maddalena. Ha pubblicato numerosi reportage dall’estero, in particolare sull’Africa.

Monica Longobardi ha insegnato Filologia romanza presso l’Università degli Studi di Siena e di Ferrara. Provenzalista, ha edito e studiato l’ultima stagione trobadorica (Guiraut Riquier e Cerverì de Girona). Dal 2015, ha tenuto corsi sulla letteratura occitanica contemporanea, scrivendo una monografia (Viaggio in Occitania, Virtuosa-mente, 2019) e la traduzione del poliziesco limosino di Joan Ganhaire, Voi che mi avete uccisa (Virtuosa-mente, 2021).

Gianni De Seta, nasce a Fuscaldo nel 1939. È stato dirigente della Lega delle Cooperative, consigliere provinciale e più volte sindaco del comune di Fuscaldo. Ha scritto numerosi saggi sulla Calabria. La croce di sangue è il primo di una trilogia di romanzi storici.

Sandra Pasquet, insegnante elementare in pensione, fa parte del consiglio direttivo della Fondazione Centro Culturale Valdese di Torre Pellice

Associazione Ars Enotria, impegnata a diffondere l’immagine positiva della Calabria fuori dai confini regionali e nazionali, grazie ai vari gruppi cameristici che sono nati al suo interno, l’ultimo dei quali è proprio l’Orchestra “Ars Enotria”, che propone il concerto del 5 giugno, costituita da musicisti professionisti che affiancano giovani allievi e studenti dei Conservatori e dei Licei Musicali calabresi.

Graditi ospiti del Festival alunni e docenti dell Istituto Comprensivo “Gaetano Cistaro” di Guardia Piemontese, del Liceo Classico “Bernardino Telesio” di Cosenza,  dell’ IIS “Silvio Lopiano” di Cetraro, del Liceo Statale “Galileo Galilei” di Paola.

La lingua certamente più celebrata durante il Festival sarà l’occitano di Guardia Piemontese. È attorno a questa varietà linguistica, presente in Calabria da quasi sette secoli e sopravvissuta all’eradicamento del valdismo, simbolo della resistenza, della resilienza e dell’irriducibilità umane, che saranno strutturati numerosi eventi e attività pensate per pubblici diversi: conferenze; visite guidate al centro storico di Guardia Piemontese e al Museo Valdese; incontri, animazioni culturali: musica, letture, mostre; spettacoli teatrali e musicali; ateliers linguistici. In ciascuna giornata del Festival è previsto un Atelier di iniziazione alla lingua occitana di Guardia Piemontese.

Molti altri ospiti sono presenti e riportati nei programmi dettagliati delle giornate.

Il 3 giugno si inizia con il Convegno “Libertà e cura delle parole: il ruolo delle lingue madri, il ruolo delle madri e delle donne nella trasmissione dei saperi e dei valori”. Protagonisti gli Istituti scolastici del territorio.

Seguirà l’Inaugurazione della mostra “Libertà e cura delle parole” a cura dell’ IIS “Silvio Lopiano” di Cetraro con la partecipazione dell’Istituto Comprensivo Gaetano Cistaro di Guardia Piemontese.

Alle ore 16.30 si parlerà di Antigone: importanza e funzione della parola tra testo e rappresentazione scenica con Adelaide Fongoni (DiSU Unical) e Antonello Lombardo (Liceo Classico “B. Telesio”).

A seguire  Messa in scena di brani dell’Antigone di Sofocle, interpretati da studenti del Dipartimento di Studi Umanistici (Unical) e del Liceo “B. Telesio” (Cosenza), diretti dal regista Antonello Lombardo.

La prima giornata si concluderà con  la rappresentazione a cura della Compagnia Teatrale BA17: “Teatro dell’Anima. Le vie dell’arte, le vie dello spirito”.

Sabato 4 giugno si inizierà con la presentazione del volume: “Per una pedagogia emancipante. Pasolini, con rustic amòur” con le curatrici del volume Antonella Tredicine e Annamaria Palmieri.

Poi la maggior parte della giornata si svolgerà sui “Sentieri Valdesi” Durante l’escursione sono previsti momenti musicali, racconti storici, dialogo con esperti di ambiente, cultura, lingua occitana, spettacolo teatrale. Parteciperanno il CAI Calabria,  delegazioni del CAI di Verbicaro e di Cosenza e rappresentanti di vari Enti e Associazioni del territorio. Sarà una giornata di riflessione, arricchimento reciproco e confronto sulla Libertà e sull’importanza di un’educazione al buon uso del linguaggio e alla consapevolezza linguistica.

Si chiuderà la giornata con la visita guidata al Museo Valdese, completamente ristrutturato e reso più funzionale e fruibile, con tante novità!

Domenica 5 giugno, Giornata della Memoria, in ricordo dell’eccidio del 1561, si inizierà con il Culto con Santa Cena a cura del  XV Circuito della Chiesa Valdese. A seguire la Cerimonia deposizione corana al Monumento  Pietra Valdese.

Si concluderà la mattinata con la presentazione del romanzo occitano di Joan Ganhaire Voi che mi avete uccisa a cura di Monica Longobardi.

Nel pomeriggio il Convegno: “La trasmissione del patrimonio culturale nella comunità valdese-occitana” con illustri ospiti.

Il Festival terminerà  con il Concerto “Sinfonie dell’anima e della natura” a cura dell’’Associazione Ars Enotria, presso la Chiesa del SS. Rosario.

Tutto il programma e la brochure del Festival delle Riforme Culturali si trovano sul sito www.valdesidicalabria.org o sulla pagina facebook: valdesi di Calabria.

Si allegano, programma e brochure.

Per maggiori informazioni contattare Gabriella Sconosciuto al 393-0861259

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