Il Greco di Tufo a Chablis: dall’Irpinia al cuore della Borgogna.

TUFO :: 07/03/2026 :: Dall’Irpinia alla Borgogna, in uno dei territori simbolo della viticoltura mondiale. È questo il viaggio che ha portato il Greco di Tufo di Cantine di Marzo fino a Chablis, dove sabato 28 febbraio il patron delle storiche cantine di Tufo, Ferrante di Somma, insieme al winemaker Vincenzo Mercurio, ha presentato uno studio sulla zonazione aziendale e sul terroir di Tufo.

Il lavoro di ricerca, avviato nel 2020 con il contributo della società Le Ali di Mercurio e dell’Università degli Studi del Sannio, sotto la supervisione del professor geologo Mariano Mercurio, ha rappresentato un importante passo avanti nella comprensione delle caratteristiche pedologiche e aromatiche dei cru di Greco di Tufo prodotti da Cantine di Marzo.

Lo studio ha permesso di confermare e mettere in evidenza diversi descrittori olfattivi che rientrano nella complessa e affascinante categoria dei cosiddetti “vini minerali”, uno dei tratti distintivi dei grandi bianchi irpini. In particolare, il descrittore “minerale” è emerso con frequenza nelle analisi sensoriali, declinato in numerose sottocategorie semantiche che contribuiscono a definire l’identità dei vini.

Proprio a partire da questi risultati è nata l’idea di confrontarsi con uno dei territori più iconici al mondo per l’espressione della mineralità nei vini bianchi: Chablis, in Borgogna. Qui il concetto di zonazione raggiunge la sua massima espressione e dà vita a vini considerati tra i più minerali del panorama internazionale.

La scelta della Francia è stata favorita anche dal legame personale e professionale di Ferrante di Somma, che ha vissuto nel Paese per molti anni, e di Vincenzo Mercurio, che in Borgogna ha trascorso importanti periodi della sua esperienza enologica.

Grazie alla mediazione del BIVB – Bureau Interprofessionnel des Vins de Bourgogne, il Consorzio di Tutela dei Vini di Borgogna – Cantine di Marzo ha potuto entrare in contatto con produttori, giornalisti ed esperti del settore, avviando un approfondito confronto sulle origini dei suoli irpini e di Chablis.

Durante l’incontro si è discusso delle analogie e delle differenze tra i terroir, analizzando i parallelismi nelle note olfattive e approfondendo il significato semantico del concetto di “minerale” nel vino.

Le degustazioni hanno rappresentato uno dei momenti più significativi dell’iniziativa. I Greco di Tufo presentati hanno infatti colpito positivamente i degustatori francesi, che ne hanno riconosciuto la grande complessità e la notevole capacità di evoluzione nel tempo.

Particolare sorpresa ha suscitato la marcata freschezza dei vini, una caratteristica che molti non si aspettavano di trovare con tale intensità in un bianco proveniente dal Sud Italia.

Il panel di degustatori francesi ha inoltre confermato il ruolo determinante dei suoli e dei “climat” di Tufo nel definire le caratteristiche organolettiche dei vini di Cantine di Marzo, sottolineando come l’approccio alla zonazione rappresenti uno strumento strategico per lo sviluppo e la valorizzazione dell’intero territorio.

Il progetto proseguirà ora con nuove occasioni di confronto e divulgazione anche in Italia. Il primo appuntamento è già fissato per il prossimo 21 marzo a Roma, presso l’Hotel Rome Cavalieri, dove si terrà una masterclass dedicata al Greco di Tufo e al terroir di Tufo, con l’obiettivo di far conoscere sempre più a fondo l’identità e la ricchezza di questo straordinario territorio vitivinicolo.