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“L’uomo della provvidenza” di Enrico Esposito

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di Enrico Esposito

Mentre l’emergenza Coronavirus non dà tregua, in Italia c’è chi pensa a soluzioni miracolistiche. Mentre il governo tenta di reagire alla tempesta virale con decreti e provvedimenti quanto più possibile adeguati, c’è chi non vede l’ora di farlo cadere. Incuranti del plauso internazionale alla politica emergenziale di palazzo Chigi, indifferenti al fatto che per un nuovo governo si richiedono comunque tempi lunghi, creando un vuoto di potere che si manifesterebbe come assenza di deliberazioni ora come non mai efficaci e tempestive, insistono nel chiedere un nuovo esecutivo. L’idea-guida è che bisogna affidarsi a persone più esperte, capaci di dialogare con maggiore energia con la riluttante Europa, ma soprattutto in grado di sconfiggere una volta per tutte il virus sempre attivo e sempre più letale. Un vero e proprio capo che riesca a fare quello che i governi di tutto il mondo non sono riusciti a realizzare. Un uomo della provvidenza insomma, un demiurgo in piena regola. E si fa strada l’idea che Mario Draghi sarebbe l’uomo giusto cui rivolgersi per portarci fuori dall’attuale terribile situazione. Sembra che si voglia riprendere una vecchia consuetudine italiana, quella di rivolgersi alla Banca d’Italia nei momenti di maggior pericolo. La stessa repubblica è nata così, quando nel 1948 venne prelevato Luigi Einaudi, governatore del nostro Istituto d’emissione, e portato sul Colle più alto. E’ la cosiddetta opzione orleanista, che si affida all’alta finanza con attese miracolistiche. Sembra una proposta ingenua e improvvisata, ma forse non è così. Alla base c’è la facile previsione che facendo un nome così importante, sarà più facile scalzare Conte da una posizione in cui nessuno avrebbe desiderato trovarsi. Lo stesso Draghi in un’intervista sul Sole-24 Ore ha lasciato intravedere una certa sua disponibilità, stando ai commenti di politici e giornalisti. Ma, a questo punto, in tanti, sempre considerati i tempi di risoluzione della crisi di governo in una situazione in cui tempo da perdere non ce n’è, in tanti, si diceva, sono indotti a chiedersi: se è stato individuato il demiurgo e se questi ha già la soluzione bell’e pronta, che cosa gli impedisce di presentarla al governo in carica per portarla subito a compimento? O è necessaria che suoni la campanella di palazzo Chigi, per far venire fuori le idee- toccasana di cui l’uomo della provvidenza è in possesso?

30/03/2020

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