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Maierà :: Ridimensionata l'accusa per Fernando Campagna.

MAIERA’ :: 16/02/2010 :: Nella mattinata di ieri, nell’aula delle udienze penali del Tribunale di Scalea, alla presenza del Giudice Vitale, P.M. Molinari, si è tenuta l’udienza direttissima nei confronti di Fernando Campagna di Maierà. L’uomo difeso dall’avvocato penalista Francesco Liserre, veniva accusato di tentato furto aggravato in abitazione poiché, al fine di trarne profitto, forzando la porta di ingresso dell’abitazione della persona offesa e tentando di manomettere il cilindro della relativa serratura, compiva atti idonei diretti in modo non equivoco ad impossessarsi dei beni custoditi nel predetto appartamento, non riuscendo nell’intento per cause indipendenti la sua volontà, segnatamente per l’intervento dei carabinieri di Diamante, giunti prontamente sul posto, agli ordini del Luogotenente Mario Lucia. All’imputato, gravato da numerosissimi precedenti penali, veniva contestata, altresì, la recidiva reiterata specifica infraquinquennale, oltre all’aggravante di aver commesso il fatto portando indosso un coltello.

In particolare, nella notte del 28 gennaio scorso, l’imputato, cercava, in più occasioni, di entrare nell’abitazione della persona offesa, colpendo la porta con calci e pugni e cercando di manomettere la serratura con il coltello. Le persone offese richiedevano il tempestivo intervento dei carabinieri i quali, giunti sul posto, trovavano l’imputato con un coltello ancora tra le mani. Grazie al provvidenziale intervento delle forze dell’ordine veniva scongiurato il peggio. Alla scorsa udienza, il Giudice Vitale convalidava l’arresto per tentato furto aggravato in abitazione, disponendo la custodia cautelare in carcere per l’uomo di Maierà che veniva tradotto presso la Casa Circondariale di Paola. Ieri, dopo circa quattro ore di camera di consiglio, il Giudice Vitale, accogliendo pienamente la richiesta dell’avv. Liserre, riqualificava i fatti originariamente contestati nell’ipotesi meno grave di tentata violazione di domicilio aggravata applicando, al Campagna, su richiesta della difesa e col consenso del P.M., la pena di mesi nove di reclusione.