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Obblighi da Coronavirus. di Enrico Esposito

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di Enrico Esposito

Ancora notizie su denunce e arresti per inosservanza dei divieti imposti per combattere il diffondersi della pandemia. Sembra irresistibile l’attitudine di tanti a trasgredire, irrefrenabile il piacere di disobbedire senza alcun valido motivo; e si cercano pretesti o scuse che non seno meno censurabili dell’infrazione commessa. Non è il caso di elencarli, mentre il pensiero corre a Socrate, il padre della filosofia.

Era difficile trattenerlo in casa, una nobile ed edificante ragione lo spingeva ad uscire e recarsi al mercato o all’Agorà. Qui incontrava gli Ateniesi e parlava con loro degli argomenti più disparati. Figlio di un’ostetrica, applicava l’arte maieutica, per far esprimere ai suoi concittadini opinioni e sentimenti su temi spesso di difficile comprensione. Insomma era questo il suo metodo d’insegnamento: ricavare dal dialogo e dal confronto elementi di riflessione su problemi di natura esistenziale e politica. Per Socrate l’insegnamento era vicinanza, anche fisica. Immaginiamo come si sarebbe trovato oggi con l’insegnamento a distanza, in streaming o per videochiamata.

Il filosofo di Atene aveva bisogno di parlare e dialogare con la gente e con lui la filosofia nasce on the road. Niente e nessuno avrebbe potuto convincerlo a tapparsi in casa o in un pensatoio. D’altronde restare in casa significava esporsi ai rimbrotti e ai mugugni della moglie Santippe, non proprio portata alla riflessione dialogica. E proprio Socrate potrebbe essere d’esempio in questi tristi e lunghi giorni di clausura. Era stato condannato a morte, ma un amico aveva corrotto i carcerieri per farlo evadere dalla prigione. Socrate rifiutò e disse più o meno così: ”Se io oggi evadessi verrei meno al patto che ho sottoscritto con la città.

Nessuno mi obbligava a venire a vivere ad Atene. E’ stata una mia scelta e così ho accettato di ubbidire alle sue leggi. Se fuggissi, sarebbero le stesse Leggi a ricordarmi l’impegno da me assunto di rispettarle in ogni caso e in ogni circostanza.” Bevve serenamente la cicuta e morì. E con la morte lasciò un esempio e una lezione: le leggi e le disposizioni dei poteri legittimi vanno osservate sempre, per quanto desiderosi di modificarle. Se ci sono è perché noi stessi, tramite i nostri delegati, le abbiamo approvate e per questo hanno valore verso tutti, erga omnes appunto. Ma vale la pena, per una passeggiata o per un incontro con amici e sodali, esporsi alle sanzioni previste? Certo l’alternativa è inquietante: o ci si adegua o si può finire in carcere. Se Socrate fosse evaso non avrebbe creato nessun danno agli altri. Se trasgrediamo noi in questo momento, creiamo danni irreparabili a noi stessi e agli altri.

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