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Paola :: Sospesi i trattamenti antitumorali.

PAOLA  :: 12/07/2012 :: Siamo oramai abituati a registrare giornalmente, nella nostra ASP situazioni spinose come attrezzature diagnostiche che vanno in tilt, lunghe liste di attesa per esami e visite specialistiche, disservizi nei distretti territoriali, ma siamo rimasti veramente scioccati nel leggere sul Quotidiano dello scorso 1 luglio, la denuncia di un utente, per la sospensione di trattamenti antituomorali con farmaci chemioterapici, perché non sono stati forniti al reparto ospedaliero.

E’ una vicenda aberrante, indegna di un popolo civile, che dovrebbe avere al centro di ogni progetto socio-sanitario, l’uomo  con tutti i suoi problemi ed i suoi bisogni. Chi vive accanto ad ammalati di tumore, sa che chemioterapia e radioterapia sono per loro come l’aria per respirare e la speranza di una guarigione. E quando intoppi tecnici e burocratici impediscono il trattamento, è delusione, angoscia, paura di non farcela a combattere un male che se non ci sono le giuste terapie, uccide l’ammalato. Spesso sentiamo che si fanno denunce per omissione di soccorso. E come lo giudichiamo il fatto che un ammalato di tumore non può accedere alla chemioterapia perché mancano i farmaci ? E ci domandiamo, per tale ingiustizia cosa dobbiamo fare ? facciamo denunce?

Facciamo sciopero ? occupiamo le sedi dell’ASP ? E’ giusto che il cittadino debba ribellarsi per ottenere il rispetto dei suoi diritti ? O la democrazia ci insegna che il diritto si coniuga con il dovere ? Noi siamo solidali con il paziente ingiustamente penalizzato nel suo diritto di curarsi e ci associamo alle proteste ed alle richieste fatte a chi è preposto alla tutela  del buon governo della sanità nella nostra ASP . Purtroppo in Calabria siamo abituati ad ingoiare e sopportare ingiustizie ed inadempienze, incapaci di difendere diritti che spesso diventano “privilegi” con l’aiuto di qualche santo in paradiso.

Di Marianna Presta ex Presidente ASL n.1