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Rende (Cs) :: Immatricolazioni UNICAL 07/08, oltre al danno anche… la beffa.

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RENDE :: 04/10/2007 :: L’Unione degli Universitari di Cosenza critica con fermezza e determinazione la decisione che è stata presa dalla Facoltà di Ingegneria di ammettere al primo anno solo gli studenti che hanno conseguito un punteggio minimo al test di ingresso del 5 settembre. Tutto ciò non nasce solo dalla nostra naturale attitudine a difendere i diritti degli studenti, ma è particolarmente dettato dalla necessità di portare a conoscenza del mondo accademico una questione che risulta assolutamente improponibile .

Ravvisiamo nella scelta di ammettere solo 949 studenti su 1290 partecipanti al test, a fronte dei 1383 posti messi a concorso, una grande ingiustizia nei confronti degli studenti. Una scelta paradossale e scellerata che ha trovato il tacito assenso anche del Senato Accademico (inclusi i rappresentanti degli studenti). È gravissimo! E l’UDU Cosenza non starà sicuramente a guardare!Troviamo ingiusto il fatto che 434 posti non potranno essere occupati,  proprio per quest’anno accademico dove circa 2000 studenti non potranno immatricolarsi per insufficienza di posti “dimore universitarie” – reddito permettendo – in altri Atenei italiani. Pertanto,  per le questioni sopra illustrate l’Unione degli Universitari di Cosenza ha deciso di aderire ed appoggiare la campagna nazionale dell’UDU Nazionale contro il numero chiuso, promovendo a livello locale una “raccolta firme” contro il numero programmato e per la necessaria abrogazione della legge n. 264/99. Questo “obbrobrio normativo”, lasciando i margini per una diffusione indiscriminata del numero chiuso, limita fortemente il libero accesso al sapere e discrimina gli studenti sulla base delle competenze iniziali. E’ una legge che, secondo noi, va abolita anche perché esplicita sostanzialmente la scarsa volontà di investire sul sistema universitario. Nella società della conoscenza diventa fondamentale per lo sviluppo di un paese la capacità di produrre nuovi saperi e di diffonderli il più possibile, attraverso un sistema universitario di qualità e di massa che sappia coniugare attività di didattica e ricerca di alto livello: sono necessari quindi, da un lato, finanziamenti adeguati alla maggiore richiesta di formazione che viene dalle giovani generazioni e, dall’altro, l’eliminazione di tutte le barriere formali e sostanziali all’accesso ai saperi. Nel nostro paese c'è ancora una relazione diretta tra il titolo di studio dei genitori e quello dei figli, indice di una forte rigidità sociale a cui né la scuola né l'università sono riuscite a dare risposta.  Per questo ci opponiamo a qualsiasi meccanismo di selezione all'accesso a tutti i corsi di laurea, ancorché basati sulle votazioni riportate nel ciclo secondario superiore o su test sbagliati e senza alcuna relazione con il corso di laurea al quale si vuole accedere: lo studente deve essere valutato solo in base al suo percorso universitario, senza precludere a nessuno la possibilità di formarsi!Come Studentesse e  Studenti denunciamo una situazione incostituzionale e di totale illegalità di negazione del diritto allo studio, per questo chiediamo, con la nostra campagna nazionale contro il numero chiuso, con forza al Ministero dell'Università e al Governo:

         l'eliminazione di tutti i numeri programmati in ogni corso di laurea;

         l'abrogazione della 264/99 e un nuovo patto per la Legalità e l'Accesso negli Atenei; non ci possono essere barriere di nessun tipo nell'accesso al primo anno di università, il merito può essere valutato solo durante il corso di studi a partire dagli anni successivi al primo;

         l'aumento dei finanziamenti agli Atenei, perché siano finalmente le strutture ad adeguarsi agli Studenti, e non il contrario;

         un nuovo sistema di orientamento serio nelle scuole per l'accesso all'università, così che gli Studenti possano scegliere liberamente ma con consapevolezza a quale corso di laurea iscriversi e le Università possano programmare la propria offerta didattica.

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