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Rende :: Intelligence, Angelo Tofalo al Master dell’Università della Calabria: “Intelligence Collettiva”.

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RENDE :: 16/05/2020 :: “L’Intelligence Collettiva parte dall’idea che è il Governo a dover coordinare la materia della sicurezza nazionale, ma lo Stato, nell’ambito di attività volte alla diffusione della cultura della sicurezza deve anche fornire ai cittadini valido strumenti culturali e tecnologici per accrescere la resilienza del Sistema Paese”. Così è iniziata la lezione di Angelo Tofalo, Sottosegretario di Stato alla Difesa, tenuta, in video conferenza, al Master in Intelligence dell’Università della Calabria, diretto da Mario Caligiuri.

Tofalo ha descritto l’Intelligence Collettiva come una struttura composta da tre nodi concentrici: al centro c’è l’individuo inteso come singolo cittadino, subito dopo la comunità (e/o azienda pubblica o privata) e poi lo Stato che è l’insieme di tutte le istituzioni. “Creare un sistema di sicurezza nazionale partecipato – ha proseguito il docente – è il punto di arrivo di questo processo. La formazione di nuove figure professionali specifiche, come ad esempio il social security manager, sono particolarmente importanti insieme ad altre che la comunità accademica sta creando”.

Tofalo ha poi affermato che nell’ultimi tempi il Ministero dell’Innovazione Tecnologica e della Digitalizzazione insieme al Ministero della Difesa stanno sviluppando molte nuove progettualità relative alla Cybersecurity. “Ciò sul quale bisogna ancora lavorare tanto – ha asserito – è mettere a sistema le informazioni tra i Ministeri. In Italia, è solo da poco più di 40 anni che è stato regolato per legge il funzionamento dell’Intelligence con la 801 del 1977”. Ha quindi ricordato la Legge di riforma n. 124/2007 che avrebbe forse bisogno di qualche perfezionamento nella distinzione tra minaccia interna ed esterna poiché oggi le minacce sono globali (vedasi covid19) e la dimensione cyber è spesso quella prevalente nei conflitti. A tal proposito, il Sottosegretario ha sostenuto che potrebbe essere importante la creazione di un’Agenzia cyber specifica analoga alla National Security Agency statunitense. Il docente ha infatti ricordato che la NATO ha eletto il cyber spazio come quinto dominio di guerra dopo aria, terra, mare e spazio.

Si è poi soffermato sulla struttura dell’Intelligence italiana che fa capo al Presidente del Consiglio dei Ministri, che può eventualmente nominare un’autorità delegata. Ha poi richiamato il ruolo dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna(A.I.S.I.) e dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (A.I.S.E.) che hanno il compito di ricercare ed elaborare le informazioni utili per difendere la sicurezza interna ed esterna della Repubblica. Entrambe le agenzie sono coordinate dal Dipartimento delle Informazioni per la sicurezza (D.I.S.), mentre la funzione di indirizzo è assicurata dal Comitato Interministeriale per la Sicurezza della Repubblica (C.I.S.R.) composto da 6 Ministri: Giustizia, Interno, Economia, Sviluppo Economico, Difesa, Esteri. Infine, il compito di controllare e di garantire l’operato del Governo e delle Agenzie che si occupano di Sicurezza Nazionale nel nostro Paese è assegnato al Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica (CO.PA.SI.R.), il cui presidente è attribuito alle forze di opposizione.

Il docente ha poi risposto alle domande degli studenti precisando che il Nucleo per la Sicurezza Cibernetica, costituito presso il DIS, è coordinato da uno specifico Vice Direttore con delega alla cyber.
Per quanto riguarda l’App Immuni, Tofalo ha detto che sarà molto utile scaricarla tutti perché nell’interesse nazionale. Per quanto concerne questo periodo, il docente ha evidenziato che i reati informatici sono cresciuti mentre sono diminuiti quelli tradizionali per le ovvie limitaIoni agli spostamenti. Ha, inoltre, precisato che il Ministero della Difesa ha predisposto e sta continuando a predisporre diverse iniziative per fronteggiare il dramma del COVID-19.

Tofalo ha precisato che l’Unione Europea è fondamentale per creare solide basi per l’industria della difesa europea ma per questo occorrerebbe una politica industriale europea che richiede l’acquisizione delle risorse, anche se sarà comunque difficile eguagliare il livello delle disponibilità delle grandi potenze, come U.S.A., Russia e ora anche la Cina.

Nell’ambito del progetto Italian Open Lab, data l’emergenza coronavirus e la conseguente sospensione dei principali saloni e fiere mondiali, si è pensato ad un “salone virtuale” tutto italiano per mostrare la nostra tecnologia e dare la giusta vetrina anche quest’anno all’industria della difesa. Infine, Tofalo ha anche puntualizzato che è difficile la costituzione di un’intelligence europea perché l’intelligence è il Deep State, che rappresenta la continuità delle istituzioni nazionali, a prescindere dalle maggioranze politiche. Anche se quella cyber è la dimensione che negli ultimi anni è diventata dominante, la Humint, l’Intelligence Umana è ancora la categoria madre.

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