fbpx

Roma :: Immigrazione: Save the Children, agenda europea primo passo, ma l’impegno deve essere dimensionato sulla base della reale ampiezza dei flussi.

ROMA :: 13/05/2013 :: “L’agenda per la migrazione adottata oggi della Commissione Europea prova come finalmente sia stata riconosciuta la dimensione europea del problema e la necessità di una risposta congiunta, basata sulla responsabilità condivisa degli Stati nei confronti delle vite dei migranti, messe a rischio durante il pericoloso e disperato viaggio per raggiungere le coste del nostro continente.  Quello di oggi è però solo il primo passo di un percorso estremamente impegnativo e attendiamo di verificare la volontà di ogni stato membro di farsi carico della protezione e del supporto dei migranti più vulnerabili”, ha dichiarato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children.”La reale efficacia di tale strategia si misurerà sulla base dell’effettiva assunzione di responsabilità e disponibilità di accogliere degli stati membri,  ma commisurata all’ampiezza dei flussi in arrivo e all’entità del bisogno, dando assoluta priorità ai minori e ai gruppi più vulnerabili”.

Save the Children, l’Organizzazione dedicata che dal 1919 a salvare i bambini e promuoverne i diritti, accoglie con favore anche l’impegno della Commissione europea a lavorare su una risposta europea che garantisca vie sicure e legali per raggiungere l’Europa da parte dei migranti. Tuttavia, dato l’elevato numero di richiedenti asilo e rifugiati che hanno messo la loro vita nelle mani dei trafficanti, il numero per il reinsediamento di 20.000 persone previsto dal piano è solo la soglia minima che l’Europa può e deve accogliere.

“Ma la responsabilità degli Stati UE inizia ancora prima che i migranti raggiungano le frontiere dell’Europa. L’Europa deve essere anche al centro del mediterraneo, dove migliaia di bambini che abbiamo incontrato hanno visto morire genitori, parenti e amici”, continua Valerio Neri. “Pur apprezzando l’impegno già espresso dall’Ue per rafforzare le operazioni Triton e Poseidon, sottolineiamo come l’entità della crisi in corso nel Mediterraneo e il rischio di perdere migliaia di vite, è tale da dover  esplicitare un chiaro mandato diretto e proattivo ricerca e soccorso per queste operazioni navali”.