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Roma :: Presentato il volume “Intelligence e scienze umane. Una disciplina accademica per il XXI secolo” di Mario Caligiuri.

ROMA :: 27/01/2016 :: “L’intelligence deve diventare a pieno diritto materia di studio nelle università italiane”. È il messaggio emerso nella conferenza stampa di presentazione del volume curato da Mario Caligiuri, ‘Intelligence e scienze umane. Una disciplina accademica per il XXI secolo’, edito da Rubbettino e presentato in anteprima nazionale questa mattina a Roma alla Sala Stampa della Camera dei Deputati. Ha coordinato Paolo Messa, fondatore di “Formiche”, rivista che, insieme al Centro di Documentazione scientifica sull’Intelligence dell’Università della Calabria, ha concorso a promuovere la manifestazione.

Caligiuri ha spiegato che l’intelligence è uno strumento per tutti: cittadini, imprese ed istituzioni, poiché consente di selezionare le notizie davvero utili, difendendosi così dalla “disinformazione permanente”. Ha poi illustrato l’interesse scientifico sull’argomento dell’Università  della Calabria nel corso degli anni: i corsi universitari, il Master sull’intelligence presieduto da  Francesco Cossiga (che proprio in questi giorni sta raccogliendo le adesioni fino al primo febbraio), il Centro di Documentazione Scientifica, la collana editoriale. Ha preso poi la parola il Direttore della Scuola di Formazione del Comparto Intelligence, Paolo Scotto di Castelbianco. “Il mondo universitario – ha detto – è il nostro più grande alleato. Stiamo investendo moltissimo nel rapporto con l’Accademia, per creare una rete di riferimento di eccellenze in grado di migliorare la capacità di proiezione strategica dell’intelligence e favorire lo sviluppo di studi scientifici sulla sicurezza”.

“L’homo novus dell’intelligence deve saper coniugare gli aspetti tecnologici con quelli umanistici”, ha proseguito Scotto di Castelbianco, tracciando l’identikit dei nuovi 007: “E’ giusto che sia digitale ed esperto di Internet, ma la cura e l’uso maniacale della tecnologia non deve portare a tralasciare l’elemento umanistico”. Da qui la necessità e la volontà di “puntare” sul mondo accademico e universitario. ”Noi stiamo cercando di mettere un segno diverso: l’adrenalina è la nostra sfida intellettuale”, assicura Scotto di Castelbianco, che aggiunge: serve, ”senso istituzionale, ma soprattutto adrenalina culturale”. ”Noi mettiamo a sistema, in rete, energie intelligenti”. E la ”ricerca del fare sistema non è uno slogan, ma già una realtà”.

Il responsabile della Comunicazione istituzionale del DIS ha poi ricordato gli incontri che si sono svolti finora in 23 atenei di tutta l’Italia e le prime trenta assunzioni di operatori dei servizi effettuate nelle università. Ha concluso l’editore Florindo Rubbettino che ricordato che l’impegno per una società aperta, richiamando il filone del pensiero liberale che è stato negli anni promosso dalla propria casa editrice, ha bisogno appunto di più intelligence, cioè di reale comprensione degli avvenimenti. Ha poi evidenziato le pubblicazioni sul tema che furono iniziate nel 2002 con il libro di Francesco Cossiga “Abecedario” e proseguite con i volumi del Centro di Documentazione Scientifica dell’Università della Calabria e quelli della Fondazione ICSA, oltre ai recenti volumi di Dario Antiseri e Adriano Soi sul metodo scientifico e di Giancarlo Elia Valori sulla geopolitica. Ha concluso Mario Caligiuri che ha evidenziato l’interesse verso l’iniziativa del Segretario Generale della CRUI  Alberto De Toni ed ha anticipato una serie di presentazioni del volume che avverranno in tutta Italia, mettendo il risalto il ruolo che nella crescita di queste relazioni sta avendo la Scuola di formazione del DIS. All’evento hanno partecipato il senatore Giuseppe Esposito, vice presidente del Copasir, Angelo Tofalo, deputato di 5 Stelle e membro del Copasir, e il Presidente della Commissione Giustizia del Senato, Nico D’Ascola.