Sangineto: spari e minacce alla discoteca “Il Castello”, nuova ordinanza cautelare per Giuseppe Scornaienchi.

SANGINETO :: 28/01/2026 :: I carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno notificato a Giuseppe Scornaienchi, già detenuto, una nuova ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Catanzaro. Il provvedimento dispone la custodia in carcere per il reato di porto illegale di arma comune da sparo e gli arresti domiciliari per il reato di tentata violenza privata.

L’ordinanza, richiesta dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, trae origine dalle indagini relative all’episodio verificatosi il 14 agosto 2025, quando furono esplosi colpi d’arma da fuoco e collocata una lettera minatoria all’ingresso della discoteca “Il Castello” di Sangineto, nel Cosentino.

Le investigazioni, avviate inizialmente dai carabinieri della Compagnia di Scalea e successivamente sviluppate dal Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Cosenza, avevano già consentito di individuare, sul piano della gravità indiziaria, la corresponsabilità di un altro soggetto ritenuto sodale di Scornaienchi, destinatario di una misura cautelare nell’ambito della nota operazione “Thyrrenum”.

Gli ulteriori approfondimenti investigativi hanno permesso di attribuire a Scornaienchi, sempre in termini indiziari, il ruolo di presunto autore materiale dell’azione di sparo. Le accuse si fondano su una scrupolosa analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area interessata dai fatti, nonché su riscontri di natura scientifica forniti dal RIS dei carabinieri di Messina. In particolare, decisive sarebbero state le analisi effettuate su uno scaldacollo rinvenuto nei pressi dell’autovettura utilizzata dagli indagati e abbandonato nei giorni successivi all’episodio.

Al momento della notifica del nuovo provvedimento, Giuseppe Scornaienchi si trovava già in carcere, essendo stato arrestato l’8 gennaio scorso dopo un periodo di latitanza. L’uomo si era sottratto all’esecuzione di una precedente misura cautelare emessa nei suoi confronti nell’ambito dell’operazione “Thyrrenum”, condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza il 25 settembre 2025. Come previsto dalla legge, le responsabilità contestate all’indagato dovranno essere verificate nel corso del procedimento giudiziario, nel pieno contraddittorio con la difesa.