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Scalea (Cs) :: L‚Äôautoparco comunale di Scalea ?® diventato una discarica.

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Lettera aperta dell’associazione “La Scossa” al Sindaco Di Scalea

 

Proteste dei cittadini che abitano nei pressi degli uffici della società mista Alto Tirreno Cosentino in località Pantano che da mesi lamentano il disagio dovuto alla scarsezza di igiene e al puzzo maleodorante del sito.

 

SCALEA :: 29/08/2007 :: Carissimo Sindaco, la stagione estiva di Scalea, come al solito e spero non sia un abitudine, è stata pessima sotto tutti i punti di vista ed è inutile che si inventano aneddoti sulla questione.

Anche questa annata porta con se tanti dispiaceri e disgrazie che sotto il profilo politico programmatico e reale, per la società in genere, rappresenta un fallimento che costa troppo, sia in vite umane che in risorse economiche. Non è un caso, anche questa volta, ritornare, dopo tutto quello che purtroppo è accaduto, sulla questione rifiuti a Scalea.

 

 

Sembra che la cittadina abbia acquisito una nuova discarica nei pressi di località Pantano, vicino a quel mausoleo del niente denominato museo del bambino “mai nato”. Solo che non Vi siete accorto delle proteste e delle lamentele che da mesi i cittadini residenti in quella zona portano alla conoscenza dei Vostri uffici. Infatti sono numerosi i residenti della ridente località che accusano il disagio dovuto alla scarsezza d’igiene e al puzzo maleodorante dei cassonetti e della varie cataste di rifiuti che vengono “appoggiate” sul terreno dell’autoparco comunale, ora, evidentemente, sede degli uffici della società mista che smaltisce i rifiuti, della quale siete anche Presidente, denominata Alto Tirreno Cosentino. Dalle segnalazioni, sembra che vi sia stata aperta una nuova discarica comunale o una sito di selezione in piena regola. E’possibile? O potrebbe essere la rabbia inconsueta di quei cittadini che abitano nel  Parco in vicinanza del sito a lamentarsi troppo di normale attività di smaltimento dei rifiuti?

 

 

Se così fosse, spero che Lei intervenga tempestivamente, anche se già in ritardo, sulla questione al fine esclusivo di abbattere ogni disagio ai cittadini di Scalea, altrimenti darebbe sfogo alle voci che l’accusano di non importarsene niente del territorio e della salute della comunità. Inoltre, volevo informarla, sempre come istanza d’interesse pubblico, che vi sono numerosi cittadini che lamentano la presenza di rifiuti ingombranti da oltre un paio di mesi in quasi tutti gli spiazzi e le piazzole di soste delle località periferiche e in alcune zone del centro di Scalea. Essendo venuto a conoscenza di una deliberazione di Vs competenza, del 26 Giugno 2007, che affida per un importo di circa 1.480.000 Euro, per due anni, la gestione dello smaltimento degli RSU e degli ingombranti, nel comune di Scalea, alla società mista della quale siete Presidente, cioè L’Alto Tirreno Cosentino, si vuole chiedere quale è il risultato di questo affidamento di servizio visto che nulla fin’ora è stato fatto e che l’estate è passata all’ombra di cataste di frigoriferi e lavatrici vecchie. La logica deve esprimersi nel ragionamento che ha radici profonde e proporre espressamente il discorso “res pubblica in mano pubblica”: in parole semplici cosa pubblica gestita dal servizio pubblico diretto, soprattutto quando il servizio privato, come in questo caso una società che fa lucro sulla risorsa rifiuti, non aiuta per niente a migliorare gli aspetti di una ambiente sempre troppo degradato e degradante, dove il  lavoro precario è considerato normale applicazione di un’amministrazione e forma di gestione del potere di affidare il lavoro stesso e le prospettive di uno sviluppo sostenibile si limitano all’infinito. Noi, con ciò, Vi proponiamo l’annullamento della deliberazione, se sussiste l’affidamento del servizio, come azione concreta di risposta ad un servizio affidato e non compiuto a regola d’arte e come forma o volontà di risparmio di risorse pubbliche al solo scopo di garantire il bene di Scalea e lo stralcio di una nuova deliberazione che garantisca più salvaguardia del territorio e uguaglianza di diritti, lavoro sostenibile e duraturo per gli adetti ai servizi e maggiori competenze sul trattamento dei rifiuti.

 

Il Presidente dell’associazione “La Scossa”

Antonio Pappaterra

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