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Scalea (Cs) :: Una borsa di studio intitolata a Rino Cavalieri.

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Il direttore scientifico dell’Idi di Roma morto nel gennaio 2005, cittadino onorario di Scalea

SCALEA :: 28/09/2007 :: Si svolgerà domani (sabato 29 settembre), alle ore 17.00, in piazza Maggiore De Palma, nei locali della Biblioteca comunale, la cerimonia di consegna della Borsa di studio in memoria di Rino Cavalieri. L’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Russo aveva riservato la Borsa, del valore di mille euro e con cadenza annuale, agli studenti iscritti al primo anno di corso della facoltà di Medicina e chirurgia, stabilendo anche dei criteri per la graduatoria.

Primo dell’elenco dei partecipanti è risultato Raffaele Mandarano, iscritto al primo anno di corso della facoltà di medicina e Chirurgia di Firenze, al quale verrà consegnata la Borsa di studio durante una cerimonia, alla presenza del sindaco Mario Russo, dei rappresentanti dell’Amministrazione comunale e di autorità del mondo civile, militare e religioso. Ha assicurato la partecipazione anche Padre Aurelio Mozzetta, Superiore generale della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione, della quale lo stesso Rino Cavalieri faceva parte.“E’ un modo nobile – ha detto il sindaco di Scalea, Mario Russo – per onorare la memoria del professor Cavalieri esponente di primo pano nella dermatologia a livello mondiale. L’obiettivo è quello di incentivare gli studenti di Scalea per promuovere lo studio e l’attività scientifica con a fianco un nome importante come quello di Rino Cavalieri”. 

Note su RINO CAVALIERI 

Rino Cavalieri, nasce a Capranica, in provincia di Viterbo, il 24 gennaio 1918 e muore a Roma il 20 gennaio del 2005. Affascinato dai religiosi di padre Luigi Maria Monti, che prestano servizio all’ospedale San Sebastiano del suo paese d’origine, aveva deciso di entrare a far parte di quella famiglia religiosa. Dopo aver conseguito la licenza in Filosofia si era iscritto all’università e nel 1947 aveva conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia. L’istituto Dermopatico dell’immacolata era diventato il suo terreno di apostolato e di lavoro professionale. Si era formato alla scuola del primo confratello medico, il servo di Dio Emanuele Stablum e nel 1950, alla morte di Emanuele Stablum, aveva ereditato tutte le responsabilità, assumendo la direzione dell’Idi. Nel 1964, aveva conseguito la libera docenza in dermatologia e per cinque anni, dal 1967 al 1972, è stato assistente ordinario presso l’istituto di genetica medica dell’università di Roma. Un vero rapporto di amicizia oltre che professionale lo aveva legato per vari anni al professor Luigi Gedda. Nel 1972 l’Idi era diventato ospedale regionale specializzato in dermatologia con conseguente decreto di equiparazione. Il professor Cavalieri lasciò l’incarico universitario per rivestire quello di primario ospedaliero al quale aveva aggiunto quello di direttore scientifico quando il presidio di Via dei Monti di Creta, nel 1990, aveva ricevuto il riconoscimento di istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. In oltre mezzo secolo di attività professionale il professor Cavalieri ha saputo con grande maestria coniugare l’attività assistenziale con quelle della didattica e della ricerca curando e dirigendo la rivista ‘’Chronica Dermatologica’’, partecipando a convegni scientifici in ogni parte del mondo, diventando membro di numerose società scientifiche dermatologiche e di prestigiose accademie. La sua fama di dermatologo lo annoverava tra i componenti onorari della società dermatologica polacca, Argentina e di quella del nord America mentre era corrispondente straniero di quella francese. I suoi lavori scientifici, oltre cinquecento, hanno fatto testo nelle più importanti riviste specializzate internazionali tanto che tre generazioni di medici dermatologi si sono formati alla luce dei suoi insegnamenti e delle sue ricerche. Il professor Cavalieri è stato un grande uomo di scienza che ha dedicato la sua vita al bene dei malati con l’opera del professionista illuminato e con lo spirito del buon samaritano per essere sempre stato coerente con quella scelta di fede compiuta. Per oltre 40 anni aveva frequentato assiduamente Scalea, cittadina alla quale era particolarmente affezionato. L’Amministrazione comunale con delibera del settembre 2002 aveva conferito la cittadinanza onoraria all’illustre professore che aveva partecipato commosso alla cerimonia del 4 ottobre 2002 nella sala polifunzionale del Comune di Scalea, alla presenza dell’allora presidente della Giunta regionale Giuseppe Chiaravalloti. Cavalieri narrava che era nato per fare il sacerdote, ma dovette, per obbedienza ai superiori, fare il medico e lo fece divenendo un famoso dermatologo e genetista, affiancando il grande professor Luigi Gedda. Girò il mondo e incontrò, divenendone amico, come ricordano i suoi confratelli dell’Idi, cardinali, scienziati, premi Nobel, clinici di grande levatura, politici importanti ed ha avuto modo di incontrare anche santi e curarli, come Padre Pio e Madre Teresa di Calcutta. Assieme al professor Gedda, creò, con l’approvazione di Papa Pacelli, Pio XII, l’associazione dei medici cattolici”. Il cardinale Fiorenzo Angelini, nel ricordarlo al trigesimo aveva detto: “E’ facile parlare di un amico carissimo e di lunghissima data, ma è altrettanto difficile, perché la lunga consuetudine con lui mi ha permesso di conoscere da vicino una personalità straordinariamente ricca, ma anche complessa, continuamente alla ricerca di un equilibrio che si collocava nella dimensione soprannaturale. Perciò io credo – aveva detto Angelini – che per comprendere tutta la grandezza della sua figura si debba partire dalla sua personalità di religioso, di membro della nobile congregazione dei Figli della Immacolata Concezione”. 

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